IMOLA 2012: LA CAPORETTO BERSANIANA By MARIO ZACCHERINI

Questa è veramente la notizia più clamorosa ed inaspettata degli ultimi anni; in una domenica novembrina qualsiasi, l’armata bersaniana-dalemiana più armata d’Italia, ha subito perdite gravissime ed il controllo di ampie zone del territorio locale.

Ovviamente il risultato locale, come direbbe Di Pietro, non c’azzecca troppo con i temi nazionali delle primarie, ma, più semplicemente è stata un’autentica rivolta popolare nei confronti, non tanto del simpatico benzinaio piacentino, ma dei maggiorenti che, lontani anni luce dai bisogni e dall’ascolto locale, sconfitta dopo sconfitta sono riusciti nell’impresa “memorabile” di fare retrocedere il Segretario nazionale, rispetto alle Primarie 2009 di ben quindici punti (dal 63 al 48 per cento) e, in termini di voto, da 9919 a 8336 (dati su Imola).

Dati decisamente drammatici se si pensa che, rispetto al 2009, i dalemiani-bersaniani potevano contare anche sull’appoggio del Psi e su un’affluenza maggiore al voto.

La “rivolta” ha portato le truppe renziane ad espugnare Castel del Rio, Fontanelice, Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel Guelfo e Dozza, mentre ad Imola, pur accerchiata, sono ancora maggioranza le truppe capeggiate da Marchignoli, Manca e Castellari, ma con uno scarto non rassicurante di poco oltre i 500 voti. Discrete notizie, per gli inossidabili locali, solo da Castel San Pietro e, sorprendentemente, da Medicina dove il nuovo corso della sinistra non ha impensierito per nulla i locali guidati dal Segretario Taraborrelli unico “vincitore”, se proprio dobbiamo individuarne uno tra i dalemiani, di questa tornata elettorale.

Questa inopinata sconfitta, dei maggiorenti non certo degli elettori, rappresenta una possibilità in più affinchè sul nostro territorio la politica esca dai corridoi bui, polverosi e ovattati e si apra nuovamente, dopo un lustro almeno, alla Vita quotidiana ed ai suoi problemi.

Questa primaria ha molti vincitori, ma su tutti la Democrazia, la partecipazione ed il piacere di stare assieme. Tante belle persone in fila, nessun problema ai seggi, veramente una bella politica dal basso!

I segnali sono inequivocabili: i cittadini vogliono, anzi esigono, una nuova classe politica sul territorio. Il tempo delle nomine correntizie è finito. Che vinca Renzi o Bersani è indifferente per Imola e circondario, mentre è assolutamente fondamentale che, da questi risultati, nasca una nuova classe dirigente dove trovi rappresentanza questo nuovo entusiasmo e questa nuova voglia di rapportarsi con il mondo.

Il percorso ormai è obbligato e passa attraverso la messa in discussione degli equilibri pre crepuscolo dalemiani a favore del nuovo che avanza.

In questo nuovo che avanza trovo naturale che il Pd debba avere un ruolo fondamentale a condizione che, come dopo Caporetto, la rinascita parta dalla sostituzione dei generali sordi a favore di nuovi comandanti, dotati della facoltà dell’ascolto e del coraggio di saper affrontare il fronte più difficile della politica: le persone.

Mario Zaccherini

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  1. Almeida says:

    Lo scollamento tra PD ed elettori è totale, se si considera che, ancor più che a livello nazionale (dove già le proporzioni pro- Bersani erano eclatanti), il gruppo dirigente locale del PD era schierato all’unanimità con Bersani: l’Onorevole, tutti i Sindaci, il Segretario ed i Segretari, i Circoli .
    Anche il vice – sindaco di Imola, da sempre legato a doppio filo con Zaniboni, in questo caso ha furbescamente fatto un bel passo laterale, per accodarsi comodamente al carro di Bersani .
    I Comitati per Renzi han fatto quello che hanno potuto, ma non c’era una struttura che li sostenesse o qualche leader che parlasse e trascinasse il voto. Puro volontariato tra la gente, porta a porta .
    Eppure la Caporetto, come dice Mario, c’è stata.

    E’ un voto che in larga parte dice che la gente è stanca di questi dirigenti del PD, non del PD.

    Solo una nota al commento di Mario: se vince Renzi o Bersani, per Imola e Circondario cambia molto. Una vittoria di Bersani, avrebbe su questi dirigenti un effetto placebo, una bella paura ma poi tutto va in cavalleria.
    Se vogliamo il cambiamento vero, in Italia ma anche ad Imola, boisogna andare fino in fondo e far vincere Renzi.
    Un invito anche a SEL ad aprire gli ochhi sul serio e a fare scelte coraggiose.

  2. tata says:

    Cnosco abbastanza la gente della Vallata del Santerno,sono stufi di amministratori poco capaci, va bene che si tratta di piccoli comuni e di piccole sedie tuttavia un pò di qualità non guasterebbe. Al contrario in questi ultimi anni si è arrivati al completo degrado, persone senza qualità messe in posizioni di governo solo perchè partecipi di giochini politici. Il voto a Renzi dovrebbe insegnare qualcosa anche se temo non sarà così, alla fine vincerà Bersani, e i nostri “eroi, dopo un sospiro di sollievo continueranno per la stessa strada. Usque tandem abutere patientia nostra…?

  3. gianni says:

    concordo con Mario: “la gente è stanca di questi dirigenti del PD “. ” I cittadini (io li chiamo il popolo, sai sono dell’altro millennio) vogliono, esigono una nuova classe dirigente, una nuova classe politica nel territorio” !
    No Marchignoli, no Castellari, no Manca, no Zaniboni, no De Brasi (non è del PD, ma chiamarlo nuovo mi parrebbe eccessivo). Il nuovo che avanza, a mio parere, è la voglia di esserci di tanta parte dei nostri concittadini che è stanca di questo crepuscolo brezneviano. ” La spinta propulsiva della politica e dell’amministrazione locale del dopo guerra fino ai primi anni ’80 si è esaurita da tempo.”

  4. mauro magnani says:

    Non c’è che dire: il segnale è forte! Temo, purtroppo che questa classe dirigente sorda da tempo alle numerose segnalazioni del popolo imolese e della vallata sia sorda pure a questo forte segnale. Facciamolo diventare più forte ancora, facciamolo sentire invadente e intemperante, intransigente e imperversante. Del risultato dubito, ergo sum!

  5. Almeida says:

    Temo che se Bersani dovesse vinvere anche solo per un voto contestato, questa classe dirigente impiegherà 1 secondo a dimenticare tutto, e a dire che non è successo niente.
    Per questo è importante che quello di Renzi non sia solo un buon risultato, ma una vittoria vera.
    Adottiamo tutti 1 Bersaniano (magari anche 5)e convinciamolo a scegliere il vero cambiamento

  6. alfredo says:

    Le truppe cammellate del PD medicinese hanno risposto alla chiamata/deportazione di massa bersaniana: degli altri concorrenti non c’è traccia, sia sui manifesti di propaganda delle primarie, dove l’appello è solo pro-Bersani, che tra gli attivisti, dove potresti rischiare il rogo considerare pubblicamente candidati alternativi. E’ stato già positivo che nel silenzio dell’urna ci siano stati dei coraggiosi contrari al diktat di partito: qui la linea breznievana non è ancora memoria, ma attualità quotidiana. Ora sarà caccia alle streghe per capire chi erano quei 679 (33%)dissidenti renziani!

  7. Almeida says:

    Eppure quando è nato il PD a Medicina c’erano forti presenze di attivisti non allineati, Lettiani e Bindiani “movimentisti” e partecipativi …. tutti rasi al suolo o ricondotti alla ragione?

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