Congresso Nazionale Gd: coltellate fratricide in salsa democratica. By Enrico Monaco

Lo scorso 25 marzo a Siena si è tenuto il Congresso Nazionale dei Giovani Democratici. La preparazione dell’assemblea e il suo svolgimento sui giornali hanno destato scalpore più che per le proposte politiche presentate (tesi di Benifei e Raciti), per le modalità di svolgimento e i conflitti tra fazioni.

Facciamo un passo indietro per spiegare questa affermazione. Le modalità di elezione del segretario nazionale dei Gd scelte erano caratterizzate non solo dalla votazione di un candidato, ma dalla presentazione di una tesi (programma politico). I circoli sul territorio hanno espresso il loro parere politico su di esse, che a detta di alcuni Gd non risultavano sostanzialmente alternative  fra loro; mentre un’assemblea di delegati (grandi elettori) avrebbe successivamente dovuto chiudere la votazione finale decidendo il nome del segretario.

Ora quantomeno si potrebbe dire che il sistema adottato (che ricalca quello del Pds, anni ’90) risulta molto farraginoso e inadeguato ad un partito come il Pd che ambisce a diventare un’organizzazione democratica e moderna del terzo millennio: figuriamoci poi per la sua giovanile, che in questo dovrebbe costituire l’avanguardia. Inoltre il sistema di elezione non è molto democratico in quanto agli iscritti viene concesso di votare sul programma politico, ma non sul leader che viene scelto da un assemblea di grandi elettori.

Queste considerazioni sono state fatte da numerosi commentatori e anche dallo stesso Pd, che attraverso i suoi garanti ha messo in luce i pericoli che tale organizzazione del congresso avrebbe potuto comportare.

Per approfondimenti sul tema http://www.pensieridemocratici.it/civili-e-personali/01/giovani-poco-democratici-ps-mario-zaccherini/ o http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/23/giovani-pd-%E2%80%9Cbocciati%E2%80%9D-democrazia/185861/

Ma veniamo ai due sfidanti. Fausto Raciti si è presentato come segretario uscente: molto vicino a Fassina (Responsabile Economia Pd), è un esponente dell’ala bersaniana del Pd. Brando Benifei, anch’egli proveniente dall’area Bersani, è riuscito ad inserirsi a fatica nella competizione grazie al sostegno dell’Area Democratica, che fa riferimento a Franceschini.

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Il risultato del voto nei circoli, relativamente ai programmi politici, ha visto affermarsi in modo bulgaro la tesi Raciti con un 74% di voti; Benifei si è fermato al 26%. Il passo successivo sarebbe stato la votazione del segretario per mano dell’assemblea di grandi elettori, che realisticamente avrebbe avuto un esito scontato. Ma prima della sua celebrazione è accaduto un altro evento imprevisto: una parte di delegati che inizialmente avevano sostenuto Benifei ha ritirato il loro sostegno al candidato, mettendolo nella condizione di esporsi ad una votazione umiliante. In risposta Benifei ha ritirato la sua candidatura, ricevendo fischi dalla platea democratica e lasciando Raciti come unico esponente in lizza.

Oltre alla responsabilità della segreteria nazionale della Giovanile che non è stata in grado di impostare correttamente la fase congressuale o ha voluto coscientemente costruire un percorso discutibile e poco trasparente (altro che primarie!!!), risulta assai degradante e riprovevole politicamente la retromarcia dei delegati che avevano sostenuto Benifei in prima battuta, rivelando la strumentalità e l’egoismo della loro azione politica, nonché la mancanza di coraggio nel metterci la faccia. La credibilità di questi possibili futuri amministratori, valore pre-politico fondamentale, esce a mio parere completamente distrutta. Chissà se qualcuno si dimetterà per senso di responsabilità!? Inoltre in una situazione in cui Benifei era in netta minoranza e non avrebbe mai potuto vincere, non si è agito nell’interesse del partito cercando di sostenere una candidatura minoritaria, almeno per fare vedere all’esterno che esiste un po’ di democrazia interna. Tutti avrebbero dovuto quantomeno ringraziare Benifei per il suo coraggio, per aver rappresentato un’anima della giovanile (Area Dem) che aveva il diritto di esprimersi e per aver dato vita ad un minimo di competizione democratica interna.

Invece la vicenda si è trasformata in una lotta personale tra fazioni, dove il clan più forte quello di Raciti, cerca di sterminare e delegittimare quello più debole di Benifei. Dove il confronto politico civile lascia spazio agli attacchi personali: a detta degli uomini di Raciti, Benifei era soltanto in gara per una poltrona in Parlmento. A dimostrazione di questo riporto l’intervento di Giuditta Pini segretaria della Federazione di Modena che nella fase post-congressuale invece di dimostrare rispetto e gratitudine verso gli amici e compagni sconfitti, con i quali dovrà continuare a lavorare, infierisce puntando alla loro umiliazione.

Non è stato un bello spettacolo per la democrazia, e per il Partito Democratico. E auspichiamo che queste dinamiche non si ripresentino mai più. Forse molti elettori e molti giovani hanno preferito non vedere, ed è per questo che mi sono speso nella scrittura di questo articolo, affinché si possa continuare a riflettere sulla gravità di ciò che accaduto e per evitare errori futuri. Perché in fondo tutti vogliamo continuare a sperare che qualcosa cambi e che siano i giovani, magari, a dare il buon esempio alla classe dirigente della Seconda Repubblica che dimostra di essere capace di continuare a stupirci in negativo all’infinito. Auspico quindi che al predicato democratico contenuto nel nome del partito si dia il giusto valore e il rispetto che merita, e che possa diventare una base primaria di questa organizzazione politica che ambisce a sostituirsi allo squallore di un berlusconismo al tramonto, ancora assurdamente presente sulla scena politica italiana.

Enrico Monaco

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  1. giudittapini says:

    ti rispondo visto che sono l’unica persona citata oltre a raciti e benfei.
    sulla scelta dei modi congressuali cercherò di essere più breve possibile, l’idea era quella di tesi congressuali da discutere dal basso, cambiare e modificare in modo tale che ogni singolo iscritto potesse contribuire alla stesura del programma nazionale, dopo il ricorso di benifei si è trasformato il congresso, le tesi non erano più emendabili, ma nella provincia e in regione e poi anche al nazionale abbiamo lo stesso votato odg che alla fine hanno cambiato in parte le tesi e portato idee dai circoli, e questo si chiama fare politica.
    sul fatto che io “infierisca puntando all’umiliazione” ti dico solo, è evidente che non hai seguito da vicino i congressi di circolo e tutta la fase congressuale.
    Non volevo proprio umiliare nessuno, volevo solo che ognuno si assumesse, almeno in fase congressuale, le proprie responsabilità, veramente ho visto di persone scene di una bassezza infinita, ho ricevuto personalmente insulti e illazioni, minacce di denuncia e visto che rappresento un’intera federazione non sono andata a piangere da qualche giornalista o blogger ho risposto di persona e ho detto che mi sarei aspettata che le persone che per mesi hanno gettato fango sull’organizzazione avessero avuto il coraggio almeno di ripetere pubblicamente quello che dicevano privatamente e nei circoli.
    questo non è avvenuto.
    benissimo, dal giorno dopo tutti abbiamo ricominciato a lavorare.
    ci siamo scornati durante un congresso e alla fine abbiamo votato un nuovo segretario, adesso lavoriamo tutti per rendere ancora più grande l’organizzazione.

  2. Giuditta, prima di tutto ti ringrazio per la risposta nel merito che hai dato: già questo è un salto di qualità rispetto a come sei solita liquidare le mie considerazioni in modo politico.
    Sono convinto che le bassezze ci siano state da ambo i lati, ma quello che ti vorrei chiedere è questo. Sei contenta di come si è svolto il congresso? Di chi è la responsabilità di ciò che è successo se non della segreteria nazionale che non è stata capace di scegliere modalità trasparenti e democratiche a monte e di tenere unita la giovanile? Inoltre vorrei chiederti qualcuno si è dimesso o è stato espulso per comportamenti antidemocratici o dannosi per l’organizzazione? Non mi sembra. Allora la tua risposta mi sembra molto una semplificazione per difendere te, e non l’organizzazione che ne esce per l’ennesima volta delegittimata e meno credibile. Dal giorno dopo vi si siete rimessi al lavoro. Con chi? Con le persone che hanno voltato le spalle a Benifei prima del congresso? Con le persone che hanno preferito usare metodi squallidi pur di uscire vincitori dalla contessa danneggiando la giovanile? Forse anche fra voi va fatta un po’ di pulizia, o al contrario pensate che vada bene così, che questi congressi siano NORMALI? Io sono stanco di persone che stanno nell’associazioni giovanili di sinistra rovinandole e si riempono la bocca della parola democrazia, sinistra e diritti e poi fanno i capetti con i loro attivisti e militanti in spregio ai valori che propugnano, sfasciando in molti casi il lavoro di un collettivo di compagni. Potrei fare nomi e cognomi di diverse occasioni in cui è successo, ma preferisco non dover fare altri esempi, anche nel vostro interesse: capiscimi. Insomma sono stanco della forte discrasia tra i dirigenti delle organizzazioni che si muovono troppo spesso per interessi personali e dei militanti che si fanno il culo seguendo degli ideali, per poi essere traditi dai loro superiori, magari per una poltrona o per l’interesse di una corrente. Ovviamente la situazione non è così manichea, ma penso che tu non possa negare che le logiche di potere e di ambizione personale sono troppo frequenti e deleterie nella tua organizzazione.
    Penso che tu non possa negare che i giovani democratici siano divisi in correnti, come il Pd, che lottano per la supremazia spesso con poco rispetto per i propri colleghi.
    E guarda io ti dico queste cose convinto di non essere ideologicamente tanto distante dai tuoi principi, anche io ho fatto militanza e anche io ho avuto ruoli di responsabilità. E allora cosa ci divide? Cosa divide i giovani di sinistra che fanno politica? L’ambizione personale, gli interessi di corrente e la mancanza di una vera UNIONE tra di essi. Che ne pensi?

  3. giudittapini says:

    1 a benifei era stata data la possibilità di candidarsi ugualmente nonostante gli mancassero 6 firme
    2 ti ricordo che anche benifei era nella segreteria nazionale uscente
    3 ho visto giovani che portavano l’idea di una corrente del pd, ma ho visto il 90% dei gd di modena e provincia disgustati da questi comportamenti perchè in gd si cerca di fare comunità e non correnti
    4 personalmente in questi ultimi due anni ho visto un impegno concreto sul territorio dei dirigenti nazionali almeno per quel che riguarda la nostra regione (io parlo di quello che conosco enrico)
    5 dal giorno dopo abbiamo iniziato a lavorare con i gd, con ragazzi esterni, con i sindacati con i giovani mussulmani, e con molte altre persone e associazioni

    ti consiglio, e dopo questa tua risposta ancora con più forza, di mettere da parte i rancori personali che hai nei confronti di non so chi, e di parlare a ragion veduta

  4. Tomas says:

    Non conosco Giuditta … ma da quel poco che potuto seguire del percorso congressuale dei GD mi sento di dire, da uno che di congressi giovanili che ha fatti(nell’allora mitica Sinistra Giovanile!),che il discorso di Giuditta non faccia un piega!
    Certe cose se non vengono dette ad un congresso dove si devono dire????? Brava!
    Tomas
    Castel San Pietro Terme (BO)

  5. Francesca Degli Esposti says:

    Penso che questa semplicemente si chiami Democrazia. A Brando Benifei è stata data la possibilità di candidarsi ugualmente nonostante mancassero alcune firme (e non entro nel merito di chi ha deciso di non sostenerlo al’ultimo, perchè penso che questo riguardi solo lui) e lui ha deciso di non farlo, scelta condivisibile o no. La democrazia implica che ci siano votazioni e chi sia una maggioranza e una minoranza. Uno vince e uno perde. Non è questione di essere Bulgari. Dopo il congresso di Siena abbiamo cominciato a lavorare TUTTI insieme, nessuno escluso. Quindi non è una “grave vicenda”, è il normale corso delle cose.

  6. Giuditta, io parlo di quello che so. Chiaramente il tema è la Giovanile e voi ci siete dentro quindi siete giocoforza più informati di me. Detto questo io non ho fatto un articolo per difendere Benifei, che nemmeno conosco. Ho scritto per spingere ad una riflessione su comportamenti e meccanismi che a mio parere inficiano l’azione della Giovanile e la sua credibilità. Vi conosco tutti personalmente in Emilia, e seguo le vostre iniziative. Poi se la tua opinione è questa, cioè che voi siete completamente onesti, democratici e uniti ne prendo atto: certo gli elementi per pensare il contrario non mancano e sono tanti.
    Io non ho nessun rancore personale, solo il dispiacere di far fatica a credere in un progetto interessante come il Pd, che viene portato avanti a mio parere non nella maniera migliore.
    Inoltre vorrei dirti che se la Giovanile fosse davvero così unita, democratica ecc. ecc. come la dipingi e se faceste Politica con P maiuscola forse la riforma dell’università non sarebbe passata; forse a Bologna (e non solo) nella politica universitaria non vincerebbe Comunione e Liberazione; forse nel paese la sinistra non sarebbe cultura minoritaria da sempre; forse Berlusconi non sarebbe stato al potere per anni; forse nelle scuole superiori a Modena gli studenti non risponderebbero schifati o distaccati alle vostre iniziative (e guarda che qui so perfettamente di ciò che parlo). Quindi se per voi va bene così, se per voi la democrazia, l’unità e l’impegno sono questi ne prendo atto. Io la penso in modo diverso, e non tanto per i valori generali, quanto per la loro applicazione concreta.

  7. Raffaele Caterino says:

    Non entro nel merito delle vicende congressuali, delle quali chi mi ha preceduto, qui e su facebook, si è ampiamente parlato. Io condivido il discorso di Giuditta al congresso, non l’ho trovato umiliante, la situazione di cui lei parla è quella che realmente si è verificata purtroppo. Oggi fare politica non è semplice, per via di un clima portato all’antipolitica, questo è evidente. Le vicende precongrressuali non rispecchiano la realtà della giovanile, una giovanile che è cresciuta molto anche in zone d’Italia difficili, una giovanile attenta a diversi temi, alcuni dei quali il Partito Democratico non affronta nel complesso. La mia realtà, e qui ti parlo del mio circolo, è quella di un gruppo unito e che sa fare squadra, che in un anno, con non poche difficoltà e con il bisogno di tanto tempo dedicato da ciascuno di noi a questo progetto, è cresciuto molto, si è fatto conoscere e apprezzare per le diverse iniziative messe in campo, mettendo su una squadra che non si considera più semplicementne un gruppo di colleghi che lavorano insieme, ma come un gruppo di amici che insieme cercano di mettercela tutta per raggiungere un certo obiettivo. Quello che voglio dire è che la realtà della giovanile (e so che non solo il mio circolo, ma tanti altri sono così) è quella dei ragazzi che fanno i volantini e li distribuiscono davanti a scuole e fabbriche, fanno il banchetto in piazza il sabato pomeriggio, vanno alle manifestazioni, fanno il cineforum, collaborano, si confrontano e interagiscono costruttivamente con associazioni presenti nel territorio, fanno i cineforum, parlano di integrazione coi giovani musulmani, difendono i valori delle Costituzione e della Resistenza, ascoltano i ragazzi e cercano di capire al meglio le loro esigenze e i loro bisogni. Quello che cerchiamo di fare e di evitare di fare politica chiusi in sezione, ma di uscire fuori, tra i ragazzi e di rendere il circolo un luogo dove tutti possono trovare qualcosa/qualcuno disposto all’ascolto e al confronto. Questa che ho descritto è una realtà, è quello che cerchiamo di fare nel concreto, almeno ci proviamo, e per farlo togliamo tempo al resto, ma siamo contenti di farlo, e continueremo così, facendo il possibile, e anche un po’ di più, mettendocela tutta, insieme.

  8. Mario Zaccherini says:

    Buonasera a tutti sono il proprietario del sito: mi sembra che non sia stato colto appieno il significato dell’articolo di Enrico.
    Il problema è la democrazia e non la voglia di lavorare o l’impegno profuso dai Gd nell’organizzare eventi, fare volantinaggi, essere presenti nel territorio.
    L’impegno, da quello che vedo ad Imola, è innegabile, ma anche i berlusconiani, i rifondaroli, i grillini e tutte le varie associazioni si impegnano moltissimo.
    Certo i Gd si impegnano anche facendo volantinaggio davanti alle fabbriche, ma il problema è se questa associazione si muove all’interno dei principi della democrazia e, nel caso in cui non l’abbia fatto, come abbia risolto il problema.
    La domanda è retorica in quanto, sulla democrazia, è sufficiente la censura posta dal Pd nei loro confronti (spiace ricordarlo, ma questi sono fatti), come è evidente che Raciti per primo non abbia rispettato le regole presentando in ritardo di un giorno le sue tesi (Benifei di 5 giorni).
    Questo è uno dei punti che colgo dalla riflessione di Enrico: chi ha organizzato un Congresso fuori dalle regole democratiche è stato rimosso oppure siede ancora a pieno titolo all’interno dell’organizzazione? E’ stata avviata una riflessione, ci si è cosparsi il capo di cenere, si è fatta autocritica oppure ci si è tuffati nel mantra, in salsa leghista, del siamo i più bravi, i più puliti, gli unici che propongono politica in un mondo dominato dall’antipolica (che per me non esiste)?
    Ragazzi, la democrazia è il bene più importante che abbiamo, ma nessuno l’ha regalata al popolo italiano; noi abbiamo il compito di preservarla e rafforzarla tutti i giorni.
    Ripeto la domanda: quali provvedimenti avete preso nei confronti di chi ha portato il confronto al di fuori delle regole democratiche?
    Dovete renderVi conto che sui media non si è parlato delle tesi del vostro congresso, ma praticamente solo di questa triste situazione, triste perché molti di Voi probabilmente un domani saranno amministratori e presterete giuramento alla Costituzione democratica, ma se così giovani non avete il coraggio di combattere per questo bene non oso pensare come Vi comporterete in futuro.
    Come Enrico non trovo corrispondenza tra il dipinto idilliaco fatto sui Gd e la realtà.
    Storie di tradimenti, congiure pilotate dall’alto ne ho sentite anch’io, ma ammetto di non potere scrivere nulla di più in quanto sono gli interessati che devono raccontare le loro storie, non certo io.
    Mi permetto di rivolgere una domanda a Raffaele: portare i volantini davanti alle fabbriche è cosa buona, ma quanti operai sono Segretari all’interno dell’organizzazione? Quanti operai sono iscritti? I giovani che lavorano sono presenti nell’organizzazione? E quanti di loro stanno o hanno fatto carriera?
    Te lo chiedo perché, non l’ho detto prima, ho 52 anni e quando è stato il momento di stare vicino agli operai non ricordo di averVi visto mai, sempre appiattiti sulle posizioni del Pd (cosa che ritengo normale, sia chiaro).
    In occasione dell’ultimo sciopero Fiom ho espressamente chiesto ai Gd imolesi di presenziare a Roma, ma, intendiamoci legittimente, ciccia!
    Avrei portato anche solo la bandiera………riciccia.
    Allora mi domando se non sia del caso di fare meno volantinaggi e di essere più presenti nei momenti di lotta.
    Ps
    Mi piacerebbe che fosse chiaro a tutti che le critiche poste non sono gratuite, ma nascono da un senso di profonda frustrazione nel vedere quello che il Pd sarebbe potuto essere e quello che è (un partito che governa con Berlusconi e che sta facendo quello che nemmeno il nano si sarebbe permesso di pensare).
    Chiudo con una battuta: che futuro può avere un partito con una giovanile ancora profondamente appiattita su D’Alema. Perché questo? Perché i giovani in carriera che conosco sono tutti d’alemiani? Una gioventù ancorata su politici entrati in Parlamento un quarto di secolo oppure una gioventù selezionata dalle vecchie logiche di potere?
    Quando i politici restano al potere così a lungo significa che dobbiamo affrontare un problema di democrazia.
    Mi piacerebbe che rispondeste alle mie domande.
    Grazie a tutti per i contributi e per i toni moderati.

    Mario Zaccherini

  9. Grazie Mario, intervento assolutamente chiaro ed edificante. Aspetto risposte con curiosità da tutti.

  10. Raffaele Caterino says:

    Mario, le rispondo subito. I militanti/dirigenti operai non sono la maggioranza all’interno dei gruppi dirigenti, tra gli iscritti non conoscendo a perfezione i dati non posso darle statistiche precise. Però non sono assenti, conosco personalmente ragazzi, anche nel mio circolo, che lavorano o, addirittura, studiano e lavorano. Sono loro stessi però a essere dispiaciuti di non potere dare il massimo, non perchè non vogliono, oppure perchè impediti da qualcuno, perchè oggettivamente, e glielo assicuro, impiega molto tempo, e per chi lavora e difficile coniugare attività politica, lavoro e tutto il resto. Poi la mia realtà della giovanile è una realtà molto giovane, io ho quasi 21 anni e sono tra i più “vecchi”, quindi è quasi naturale una maggioranza studentesca.
    Il mio non è un dipinto idilliaco è la realtà che ci circonda, non vedo il motivo per il quale dovrei raccontare una realtà che non esiste.
    La scelta di un congresso per tesi, dove comunque la possibilità di candidarsi era stata data anche a Benifei nonostante tutto, non credo faccia venire meno la democrazia, anzi, aveva come obiettivo quello di fare lavorare i circoli con relativi militanti ed iscritti per elaborare idee e tesi da portare nei congressi. Qualcosa che andava oltre la semplice adesione ad una mozione.

  11. Raffaele Caterino says:

    Aggiungo infine, che il regolamento congressuale, a dicembre, era stato votato all’unanimità.

  12. Mario Zaccherini says:

    Buonasera Raffaele,
    la ringrazio per la risposta che però non mi soddisfa.
    Cerco di motivare la mia insoddisfazione per punti:
    1) lei ha presentato correttamente la situazione epperò mi ha anche dimostrato che la politica attuale, già dalle giovanili, impedisce, o meglio pone delle asticelle non piccole, a coloro che lavorano. Nei fatti, se vuoi fare politica con responsabilità,da parte del partito è preferibile non avere un lavoro.
    Credo che sia uno schemo vecchio che vada superato al più presto per dare a tutti la possibilità da fare politica, da uomini veramente liberi (è ovvio che i politici di professione non sono esattamente liberi di esprimere tutte le potenzialità) e per ridurre i costi della politica. Parlo di una forma moderna di volontariato all’interno di una nuova forma partito.
    Anche nelle federazioni, invece di avere strutture di nominati a pagamento (ok, ok eletti) fossero presenti forme più snelle di governo, scindendo le funzioni operative (di ufficio) che devono rimanere remunerate, in quanto lavoratori, da quelle prettamente politiche che possono tranquillamente svilupparsi tutte le sere dalle 18 alle 22 ed al sabato gratuitamente, credo che la società ricomincerebbe a riappriopriarsi della politica con la p maiuscola.
    2) rimane il problema principale sollevato da Enrico, quello della democrazia offesa sulla quale continuo a non leggere nulla.
    Ps
    Mi permetta un paio di domande spot: fino a quanti anni si è Giovani Democratici? Un mandato da segretario regionale che durata ha?
    Da persona intelligente, quale mi sembra sia, ha certamente capito dove voglio arrivare, ma prima di “stimolare” devo essere certo della situazione.
    La ringrazio nuovamente per gli interventi.
    Saluti.
    Mario Zaccherini

  13. Raffaele Caterino says:

    Il lavoro di squadra di un gruppo, perchè noi siamo un gruppo, ignorando qualsiasi forma di leaderismo, serve proprio ad evitare un eccessivo carico di lavoro che una persona si potrebbe trovare ad affrontare, quindi dando la possibilità a chi ha meno tempo di poter portare il proprio contributo, anche se lavoratore. Lei può dire che ci si può organizzare con gli orari, in modo da potersi trovare tutti; certo, è quello che facciamo già, questo per i coordinamenti, segreterie e direzioni periodiche. Ci sono momenti però dove questo non è possibile, si veda l’organizzazione di grandi eventi, gestione e organizzazione feste, banchetti e volantinaggi, dove non è sempre possibile trovare orari che mettano d’accordo tutti. Ma sia chiaro, a nessuno viene chiusa la porta, ogni contributo è prezioso. Se la preoccupazione era quella che un ragazzo lavoratore non riesce a partecipare alle riunioni, a portare il proprio contributo, non è così. Attenzione però che ci sono persone, anche dirigenti di circolo, sia PD che GD, che lavorano, non vorrei si generalizzasse troppo, le posso fare esempi reali per ogni caso.
    Mi risponda lei a questa domanda: la Democrazia è scegliere tra due pacchetti (mozioni), quindi due persone, o la possibilità di fare una serie di documenti politici dove si espongono le proprie idee in merito ad un argomento? Prima le idee degli iscritti o le persone? Considerando la possibilità di candidatura di più persone ovviamente.
    Parlare di offesa alla democrazia mi sembra eccessivo.
    Si ci può iscrivere alla giovanile dai 14 ai 29 anni. La durata di un mandato è di tre anni. Può fare 2 mandati.

  14. Mario Zaccherini says:

    Eccomi Raffaele,
    la ringrazio pe rla domanda.
    Prima le idee, decisamente prima le idee, ma, il passo successivo è quello di dare rappresentanza politica alle idee.
    La democrazia offesa è la “sentenza” espressa dalla Comitato di garanzia del Pd nei confronti delle procedure congressuali attuate dai Gd.
    Senza spirito di polemica, mi spieghi, dal suo punto di vista, perché alla segreteria regionale è stato eletto una persona che, da giovane democratico, completerà il mandato a 30 anni (quindi fuori mandato).
    Ps
    Presumo che questa carica sia stipendiata, non era forse meglio scegliere una persona riconoscendogli solo telefono e rimborso spese?
    Grazie
    Mario Zaccherini

  15. giudittapini says:

    mario zaccherini,
    la commissione di garanzia del pd non ha detto che il congresso era antidemocratico, ha modificato 2 articoli che allungavano i tempi per proporre una diversa modalità congressuale e non quelli delle candidature,è evidente che su questo sito i pensieri sono democratici, ma le opinioni faziose e incomplete, o inesatte, non credo sia il caso di continuare oltre, dopo quasi un mese dalla fine del congresso.
    detto questo, credo anche che l’abusato metodo delle illazioni per far aumentare i commenti e i lettori a un articolo su un blog o su un sito abbia ottenuto quello che voleva.
    Se ci sono critiche sulla linea politica ben vengano, se dobbiamo stare a bisticciare perchè uno ha sentito dire o ha letto sul fatto quotidiano che i gd non sono democratici, che le segreterie federali sono stipendiate o altre cavolate che non meritano nemmeno di essere citate, sinceramente possiamo anche smettere.
    Consiglio vivamente a lei e a monaco di verificare meglio le fonti che avete, perchè vi stanno portando su una strada completamente sballata.

  16. fidanzarsinonbasta says:

    Dalla comunicazione ufficiale della Commissione pubblicata a suo tempo da Brando Benifei (Raciti si è ben guardato dal metterla sul sito dei GD) risulta questo, contrariamente a ciò che scrive Giuditta:
    “Si comunica che la Commissione Nazionale di Garanzia del Partito Democratico (CNG), riunitasi in data 12 gennaio 2012, visto il ricorso presentato da Brando Benifei avverso la decisione della Commissione di Garanzia Congressuale dei Giovani Democratici, dopo aver preso preliminarmente in esame il loro Regolamento congressuale, ha rilevato che tale Regolamento presenta alcune violazioni dei principi fondamentali di democrazia e partecipazione che rischiano di rendere illegittimo il percorso congressuale.”
    Giuditta, i GD non sono ancora tutti imbambolati dalle tue chiacchiere conformiste e dalla tua retorica violenta, per fortuna. Nel tuo intervento al congresso parli continuamente di gente che crede di essere di sinistra, di mancanza di dignità: non ti vergogni a parlare così di ragazze e ragazzi come te che lottano per migliorare l’italia e si impegnano gratuitamente? Ha ragione Zaccherini, purtroppo alcuni giovani disprezzano la democrazia senza neanche rendersene conto

  17. giudittapini says:

    grande! l’ho capita adesso la battuta del nickname! ahahah!

  18. Mario Zaccherini says:

    Cara Giuditta lei è la dimostrazione della decadenza della politica. Lei si permette di tacciare di faziosità ed incompletezza questo sito, con un abile giro di parole, mentre, come ha scritto “fidanzarsinon basta”, non conosce nemmeno le motivazione per le quali l’organo di garanzia del Pd ha stigmatizzato il Vostro operato. Delle due, o è ignorante in materia, tanto siete i Gd non dovete dimostrare nulla al mondo, oppure è in malafede.
    Capisce che con le sue parole sta dando vigore a tutti i cittadini che vedono nella politica contemporanea un luogo di persone senza spessore, spesso antidemocratici, con l’unico obiettivo di occupare una poltrona a carico dello Stato. Sono molto deluso, non noto differenza di contenuti tra un volantino leghista e le sue parole. Ps Mi conferma che il segretario regionale dei Gd non è stipendiato? Ne è veramente certa? Saluti.

    Mario Zaccherini

  19. Chi è che è male informato? Sai cosa penso Giuditta che dovresti avere più rispetto delle persone con cui ti confronti, anche perché in questa sede avremmo potuto attaccarti molto più violentemente, dati i presupposti. Invece siccome io e Mario amiamo il confronto utile e costruttivo ci siamo mantenuti su toni civili e accomodanti: l’unica cosa che abbiamo ottenuto è stato un non avete ragione, non siete informati e risposte evasive, senza argomentazioni consistenti. Come un adolescente che viene beccato dalla mamma a fumarsi le canne e vuole negare l’evidenza. Cosa rispondi al documento citato da “fidanzarsinonbasta”? L’ha scritto qualche intruso eretico e sovversivo del Pd? Come fate a richiamarvi alla Costituzione tutti i gironi e ai suoi valori, se poi non siete neanche capaci di “confrontarvi” con chi è in disaccodo, cazzo, queste sono le basi della democrazia. Mi sa che nella Bassa sono rimaste velleità vetero-comuniste che in quanto provincia della provincia hanno trovato un terreno favorevole alla conservazione.

  20. Quanto alla FIOM. finchè il PD viene continuamente paragonato alla DC di Scelba o allo NDSAP mi pare autoevidente, come lo spirito hegeliano, che non se ne cava un ragno dal buco.

    è inutile tentare di portare un po’ di GD a sostegno di FIOM, quando poi Landini si mette a dire che i No-TAV hanno ragione a prescindere… apposta per tenere fuori quella parte del PD che alla manifestazione della FIOM voleva venirci, e lavorava da mesi per aderirvi.

    Io capisco perfettamente che il PD faccia ribollire il sangue nelle vene, quando il Gentiloni di turno si alza e megafonizza cacofonie dalle pagine di qualsiasi cosa, ma come dico sempre ai nostri ragazzi, non è compito vostro scegliervi da interlocutori. Dovete essere presentabili, questo sì, ma non siete voi a dovervi autoincoronare (alla Renzi) capipopolo. Sarà il popolo che lo deve fare. Quanto sforzo viene fatto da SEL o dalla parte più sanguigna del sindacato per isolare nuovi interlocutori all’interno del PD e quanto sforzo invece si chiede a noialtri?

    Il punto è tutto qui. Giulia Innocenzi è figlia della sinistra per intenderci? ed è stata lei la prima forzare la carta di cittadinanza della GD. Non mi si venga a dire che i ragazzi a Modena sono i carnefici di x o y.

  21. Mario Zaccherini says:

    Chiedo scusa a tutti, mi ero ripromesso di non postare più nulla, mi riferisco in particolare alla Giuditta Pini, perché sono molto tollerante nei confronti dei giovani in quanto hanno il diritto di sbagliare e fare tesoro degli errori durante il loro cammino terreno.
    Epperò, con sconcerto, ho scoperto che la Segretaria ha 27 anni………
    A 27 anni le radici devono essere profonde se si vuole affrontare la vita in maniera credibile: Jan Palach si è immolato a 21 anni, tanti partigiani a 27 anni non ci sono arrivati pur di combattere per un ideale, Emanuela loi, una donna come Lei, aveva 25 anni e potrei proseguire a lungo.
    Guardi agli esempi citati, li valuti serenamente guardando a ritroso i suoi primi 27 anni di Vita cercando di capire se anche Lei è dotata della stessa onestà intellettuale (intesa come coerenza tra pensiero ed azione).
    Mi permetto di allegarLe due link: il primo sul problema della democrazia all’interno dei Gd (scritto da un Segretario, un giovane Segretario del Pd; se avrà l’umiltà di leggere si renderà conto di quanto siano lontano dalla realtà le sue parole):
    antonellopaciolla.wordpress.com/2012/01/16/giovani-democratici-dobbiamo-cambiare-molte-cose/
    Il secondo su un argomento, mi permetta la battuta, sul quale non mi sembra troppo ferrata: http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html
    Chiudo facendo gli auguri a Lei per un futuro radioso e agli italiani per un futuro privo di amministratori del suo spessore.
    Mario Zaccherini

  22. Aldilà di questa boutade, caro Mario ci sono due filosofie dentro i GD. Una al 70% e rotte, l’altra a quello che è rimasto. Problemi di democrazia non ne vedo, mi pare che Benifei abbia potuto fare tutta la campagna che ha voluto. Visto e considerato che il regolamento è stato modificato, e che di mozioni alla fine s’è trattato, non capisco tutta la sarabanda che stai tirando fuori. Non c’è stalinismo nei GD. Poi i primi a manomettere la carta di cittadinanza sono stati alcuni geniacci overage, che sono partiti a mina su Raciti dalle colonne di Europa, che se fosse Repubblica ok, ma essendo l’organo ufficiale del partito, non è che può prestarsi a battaglie di corrente ideologica. resta solo la questione delle primarie. Se tu sostieni che senza primarie il congresso è antidemocratico, è la tua posizione che io rispetto a prescindere, ed aggiungo dall’alto o dal basso di questa posizione che ciò che hai scritto ha perlomeno un senso logico. Sennò senso non ce l’ha. La mia posizione è che le primarie sono meno democratiche di un congresso tradizionale in realtà, e si prestano tantissimo ad essere strumento di impoverimento della politica. Poi queste sono opinioni, l’importante è tenere un filo logico. Nessuno contesta la posizione della commissione di garanzia, nessuno ha fiatato su questa cosa c’è apposta per dirimere queste questioni. Dov’è l’anti democrazia dei Giovani Democratici? Raciti andava espulso dopo che Luigi Berlinguer ha rilevato dei vizi di forma, anche gravi, sul regolamento del congresso? voglio capire dove si vuole andare a parare.

  23. La risposta è sì Jhonny, in linea di principio Raciti e tutta la segreteria avrebbero dovuto dimettersi, quindi anche Benifei. Scusa, ma se tu dirigente massimo di un’organizzazione nazionale ti dai delle regole, votate all’unanimità, e poi non sei in grado di rispettarle che credibilità politica hai? Non sei neanche in grado di iscriverti alla corsa elettorale, figuriamoci di gestire un’associazione giovanile nazionale.
    Dunque avrebbe avuto più senso, commesso l’errore, azzerare tutto, darsi due mesi ulteriori per raccogliere le candidature e fare un congresso serio, con i pretendenti che presentano le firme per tempo e magari con 3 o 4 candidati: sarebbe stato più interessante, più democratico e corretto. E sarebbe passata di più la discussione e il confronto programmatico e meno i contrasti tra fazioni. E smettiamola di nascondere questi conflitti che sono evidenti a tutti: sarebbe come dire che nel Pd i cattolici non si azzannano con gli ex-comunisti. Il problema è che succede anche nella giovanile, ed è assurdo visto che il Pd è stato fondato anche per superare queste contraddizioni dal sapore novecentesco.
    Se neanche in un’associazione come la Giovanile del Pd si riescono a dare esempi di trasparenza, democrazia e alto livello politico (in tutti i sensi), come si può pretendere che i giovani si avvicinino alla politica e vi contribuiscano genorasamente? Non prendiamoci in giro, noi non siamo fessi: le cose sono sotto gli occhi di tutti, la differenza sta tra chi le vuole notare e chi vuole coprirsi gli occhi. I secondi accettano questo sistema opaco, oppure decidono di autoclassificarsi apolitici o antipolitici. Questi sono i fatti. Chiedetevi perché questo accade, e per una volta mettetevi in discussione in prima persona.

  24. Mario Zaccherini says:

    @Jonny molto velocemente: sono a favore delle primarie senza se e senza ma. Sono entrato nel Pd perché è l’unico partito, tra molte perplessità attuative, che le permette.
    I Gd fanno quello che lecitamente ritengono giusto come modalitaìà congressuali, ma se la macchina organizzativa mette in piedi un percorso antidemocratico, questo è ilvero problema (ripeto per l’ennesima volta che non lo dico io, ma il Partito Democratico), non “punendo” nessuno significa che trasparenza, metodo ecc ecc sono solo chiacchiere.
    Come la Lega o Pdl, non sono qui a dire che i Gd sono peggiori agli altri, ma uguali.
    Buotade non ne ho fatte: scrivo e pongo domande alle quali, credimi sono abituato, non rispondono le persone interessate perché sanno benissimo che certi comportamenti fatti sono da stigmatizzare.
    E se non sei allineato ti svegli una mattina che non sei più segretario dei Gd, come nella Lega o Pdl.
    Ciao

    Mario Zaccherini

  25. Gianni Suzzi says:

    Quello che Enrico ha voluto denunciare al di la del congresso nazionale GD è il solito sistema fatto di intrallazzi che è all’interno del PD. Si può parlare di correnti ma quello che non piace è questo antagonismo esasperato che più che una lotta di principio sembra una lotta personale per ambizione. Mi fa sorridere la fotografia di Veltroni e D’Alema di qualche decennio fa…forse allora giovani comunisti. Beh gli anni sono passati ma i metodi no.
    All’interno di tanti circoli purtroppo vige la legge del più forte che solitamente si tratta di persone attempate e questo carissimi amici porta la gente ad allontanarsi dalla politica.
    Poi ben vengano i congressi dei Gd ma diano almeno un segnale di rinnovamento effettivo altrimenti a cosa servono????
    Ciao Gianni Suzzi

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