IL CIMITERO DELLE BEFFE By MARIO ZACCHERINI

L’appello lanciato al Sindaco di Imola Daniele Manca, ripreso anche dal quotidiano la Voce di Romagna grazie alla giornalista Brigida Miranda, ha scosso le coscienze di parecchie persone. Come nel caso della palestra Fratelli Ruscello alla paura si sta sostituendo, tra i cittadini, il desiderio di condividere le denuncie mettendo a disposizione della collettività foto che testimoniano le varie situazioni di estremo degrado delle strutture pubbliche.

Quella che potete vedere, a fianco dell’articolo, è forse unica in tutto il mondo. La foto è stata scattata a novembre 2012 e presenta due lapidi traslate di 180 gradi rispetto alla posizione “normale”.

Una volta Imola era famosa per i suoi servizi, per le sue strutture, per la sua trasparenza amministrativa, per la vicinanza ai bisogni dei cittadini, per un sistema che avvicinava moltissimo la nostra città alle realtà socialdemocratiche del nord-europa.

Caro Sindaco Manca, e cari politici che Vi state avvicinando verso Imola 2013, quando si parla di qualità della vita si intende anche il rispetto ed il decoro di chi non è più qui con noi, ma con noi ha vissuto.

Un sentitissimo grazie al cittadino che ci ha inviato la fotografia.

Prendiamo coraggio e smettiamo di nasconderci se vogliamo veramente bene alla nostra città.

Ps

In questi giorni, tramite Fb, abbiamo cercato di avere un riscontro da parte del Sindaco Manca e di autorevoli membri del Partito Democratico locale sulla situazione di degrado del nostro camposanto, senza purtroppo ottenere nessun tipo di risposta (ad esclusione di una persona).

Mario Zaccherini

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RSSCommenti (3)

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  1. tata says:

    Per fortuna ai morti non importa nulla di queste sconcezze! Comunque una città che da anni ha un cimitero ridotto come il nostro davvero è alla frutta. La scusa è sempre la stessa, non ci sono soldi. Invece penso che di soldi ce ne siano ma che vengano buttati via a favore di qualcuno.

  2. Almeida says:

    Museo dell’Autodromo o Cimitero? Bisogna saper scegliere ….

  3. guerra says:

    Il sonno della morte non è certamente meno duro nei sepolcri curati e confortati dall’amore dei vivi e quando, le bellezze della vita saranno perdute, non sarà certo una tomba, che distingua le sue ossa dalle numerose altre sparse in terra e in mare, a compensarne la perdita. Anche la speranza, che è l’ultima dea, abbandona i sepolcri e l’oblio trascina con sé ogni cosa. Ma Ugo si chiede perché l’uomo debba togliersi l’illusione di vivere, anche dopo la morte, nel pensiero dei suoi cari se il suo sepolcro sarà curato e onorato nella sua terra natale da chi è rimasto in vita. Solamente coloro che morendo non lasciano affetti o rimpianti possono trarre poca gioia dalla tomba. Una ignavia ostile toglie oggi i sepolcri agli sguardi dei pietosi e tenta di strappare il nome ai morti. (parafrasi da U.F.)

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