NON E’ CONTE IL NEMICO By MARIO ZACCHERINI

Trovo riprovevole che nel nostro paese, da troppe parti, si dipinga una situazione dove gli italiani vengono ‘trattenuti’ in ostaggio in casa privati della libertà.

Un paese senza più libertà, oppure un paese dove umilmente si ascolta la scienza cercando di tradurre i suggerimenti in norme attuative?

Siamo l’unico paese in Europa in queste condizioni, dove un Governo mette la Vita prima di qualsiasi interesse, oppure l’Italia è veramente il paese guida in questa guerra?

Le nostra ambasciate ci raccontano della situazione nei vari paesi.

Aggiungo che, per quanto riguarda le scuole, l’Italia ha il corpo insegnante più “vecchio” del mondo e aprire in questa fase significherebbe mettere a repentaglio tante vite.

FRANCIA

https://ambparigi.esteri.it/ambasciata_parigi/it/ambasciata/news/dall_ambasciata/focus-coronavirus.html

Situazione in Francia

A seguito del discorso alla Nazione del Presidente Macron del 16/3/2020, la Francia è entrata in un meccanismo di CONFINAMENTO in forza del quale dalle ore 12 di martedi 17 marzo si applicano su tutto il territorio francese le seguenti misure:

- divieto di uscire di casa ad eccezione di esigenze di cura, fare la spesa, andare al lavoro e ‘svolgere un’attività fisica’ di base (una sola volta al giorno ed entro 1 km dalla propria abitazione e per 1 ora al massimo);

- chiusura frontiere ESTERNE Schengen, ad eccezione dei rientri in Francia da parte dei cittadini francesi o degli stranieri con permesso di soggiorno in Francia; LE FRONTIERE INTRA UE (es: Francia-Italia e Francia-Germania) E INTRA SCHENGEN (es. Francia Svizzera) RIMANGONO APERTE ma con forti limitazioni e controlli per verificare la legittimità dello spostamento.

Queste misure sono state prorogate fino all’11 Maggio.

Ogni violazione sarà SANZIONATA. In caso si debba uscire di casa per uno dei motivi consentiti, è OBBLIGATORIO PORTARE CON SE’ L’AUTOCERTIFICAZIONE SCARICABILE QUI. Per le persone che devono spostarsi all’interno della Francia per motivi di lavoro, occorre fare compilare al datore di lavoro il GIUSTIFICATIVO DI SPOSTAMENTO PER LAVORO (JUSTIFICATIF DE DEPLACEMENT PROFESSIONNEL) . Si riscontra una presenza massiccia sulle strade delle forze di polizia che controllano a tappeto tutti i circolanti.

Per informazioni generali e ufficiali sull’evolversi dell’epidemia e sulle decisioni adottate in  Francia, si raccomanda vivamente di monitorare il sito https://www.gouvernement.fr/info-coronavirus.

SPAGNA

https://ambmadrid.esteri.it/ambasciata_madrid/it/ambasciata/news/dall_ambasciata/emergenza-covid-19-coronavirus.html

• Per quanto concerne la situazione in Spagna, il rischio si considera “alto”. Le aree in cui si è registrato il maggior aumento di casi sono Madrid, Catalogna, Castilla La Mancha, Castilla León e Paesi Baschi, in costante aggiornamento a questa pagina. Per far fronte a tale situazione, il Governo ha decretato in data 14 marzo 2020 “lo stato di allerta” in tutto il Paese. In virtu’ dello “stato di allerta”, convertito in legge dal Parlamento ed esteso fino al 9 maggio incluso, sono stati limitati tra l’altro gli spostamenti delle persone, possibili solo in alcuni casi stabiliti: a) per l’acquisito di alimenti, farmaci e beni di prima necessità; b) per recarsi presso strutture sanitarie; c) per recarsi al luogo di lavoro (qualora rientrante tra le categorie economiche essenziali) e fare rientro a casa; d) per tornare al luogo di residenza abituale; e) per assistere anziani, minori, disabili o persone vulnerabili; f) per recarsi presso enti bancari o assicurativi; g) per cause di forza maggiore o situazioni di necessità; h) qualunque altra attività di analoga natura, da realizzarsi ad ogni modo individualmente, a meno che non si accompagni una persona disabile o ci sia un valido motivo.

• In virtù dello “stato di allerta”,  sono stati ridotti i trasporti stradali, ferroviari, aerei e marittimi nella misura del 50%. Restano chiusi tutti i centri educativi di ogni ordine e grado, ristoranti, cinema, teatri. Proibite le manifestazioni popolari. Restano aperti gli esercizi per l’acquisito di beni di prima necessità, farmaci, stampa, corrispondenza, combustibili, materiali tecnologici, commercio telefonico e lavanderie, purché facciano rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro. Le competenze delle Regioni (Comunità Autonome) sono state ridotte e poste sotto lo stretto coordinamento dell’esecutivo nazionale.

OLANDA

https://amblaja.esteri.it/ambasciata_laja/it/ambasciata/news/

Si ricorda l’importanza del rispetto delle disposizioni e indicazioni del Governo dei Paesi Bassi. Tra esse, l’invito a rimanere a casa, a evitare assembramenti di oltre 3 persone, a mantenere la distanza di 1,5m e a seguire le indicazioni dell’Istituto nazionale per la salute pubblica in caso di sintomi. I Paesi Bassi hanno, inoltre, disposto la chiusura di scuole, universita’, luoghi di aggregazione e tutte le attivita’ in cui e’ previsto un contatto fisico (parrucchieri e saloni di bellezza, per esempio), nonche’ tutti gli eventi anche con meno di 100 persone. Importanti e utili informazioni si trovano sul sito del Governo (in lingua inglese) e sul sito dell’Istituto nazionale per la salute pubblica (RVIM), i quali contengono anche una sezione di Q&A.

BELGIO

https://ambbruxelles.esteri.it/ambasciata_bruxelles/it

Comunicato del 25 aprile 2020 delle ore 11.00 del sito dedicato del Servizio Federale di Salute Pubblica Corona Virus – COVID 19: sono stati registrati 45.325 casi di coronavirus.

Le misure adottate dal Consiglio Nazionale di Sicurezza prevedono l’obbligo per i cittadini di rimanere a casa, salvo per compiere spostamenti essenziali quali il recarsi a lavoro, alle poste, alla banca, presso i negozi di generi alimentari e la farmacia. Sono inoltre disposti la chiusura degli esercizi commerciali non essenziali, il divieto di ogni assembramento e la chiusura di scuole ed università (chiamate a condurre modalità di insegnamento a distanza); restano invece aperti gli asili-nido ed è permessa l’attività fisica all’aperto, nel rispetto delle distanze. Per approfondimenti consultare il sito del  Moniteur belge;

Con la riunione di mercoledì 15 aprile scorso il Consiglio Nazionale di Sicurezza ha prorogato la validità di tali misure estendendola al 3 maggio 2020, (clicca qui per la pagina web ufficiale).

Il Belgio ha inoltre vietato i viaggi all’estero per turismo e reintrodotto i controlli di frontiera a partire dal 20 marzo, al fine di impedire l’accesso al Paese a chi non ne abbia reale necessità (potranno in tal senso essere richiesti il permesso di residenza in Belgio o una dichiarazione del proprio datore di lavoro). Per questo motivo, qualora si fosse in transito per raggiungere l’aereoporto di Zaventem è fortemente raccomandato di avere già con sé il biglietto aereo per l’Italia.

Per approfondimenti consultare la pagina dei “Consigli ai viaggiatori” del Ministero degli Affari Esteri belga ed il sito dedicato del Ministero Federale della Salute “Corona Virus – COVID 19

GERMANIA

https://ambberlino.esteri.it/ambasciata_berlino/it/in_linea_con_utente/covid-19/misure-adottate-in-germania.html

Al termine di una riunione con tutti i Ministri Presidenti dei 16 Länder, la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato lunedì 16 marzo 2020 l’adozione anche in Germania di misure drastiche, “senza precedenti ma necessarie”, per il contenimento dell’epidemia da CoViD-19.

Oltre a tutte le scuole, gli asili e le università, sono stati chiusi a quella data in tutto il Paese bar, discoteche, cinema, teatri, sale da concerto, impianti sportivi, piscine, palestre, biblioteche, parchi giochi, luoghi di culto.

La Germania ha inoltre ripristinato i controlli alle frontiere terrestri con Austria, Francia, Lussemburgo, Danimarca e Svizzera, a quelle aeree con Italia e Spagna e a quelle marittime con la Danimarca, e non sarà possibile entrare nel Paese se non per motivi stringenti (v. voce Ingresso in Germania e rientro in Italia).

Il 22 marzo scorso il Bund e i 16 Länder si sono accordati su una serie di ulteriori misure comuni, più stringenti, da applicare in tutto il Paese:

· Riduzione al minimo indispensabile dei contatti interpersonali (con l’esclusione del nucleo familiare)

· Rispetto del distanziamento sociale di 1,5 metri in tutti i luoghi pubblici

· Salvo eccezioni, divieto di assembramento di più di 2 persone (non appartenenti allo stesso nucleo familiare) in qualsiasi luogo

· Possibilità di uscire di casa per andare al lavoro, a far la spesa, per motivi medici o per altri motivi di necessità (incluso il movimento fisico all’aria aperta o lo sport, esercitato individualmente)

· Chiusura di tutto il settore della gastronomia (salvo per cibo da asporto o con consegne a domicilio)

· Chiusura di tutti i servizi alla persona (cosmesi, parrucchieri, studi di massaggi, ecc.)

· Chiusura dei negozi non considerati necessari (e adozione di stringenti misure di igiene e distanziamento in quelli rimasti aperti, come alimentari, farmacie, negozi di fai da te e giardinaggio, ecc.)

Questi punti sono stati considerati una sorta di “minimo comun denominatore” a livello nazionale: nel riversarli in normativa a livello di Land, tuttavia, alcuni Länder hanno poi deciso ulteriori misure ancora più stringenti (la Baviera ad esempio ha vietato anche gli incontri di 2 persone, ed alcuni Länder, tra cui la Baviera e Berlino, hanno deciso una vera e propria “Ausgangssperre”, cioè il divieto di lasciare la propria abitazione, se non per uno dei motivi specificatamente previsti dalla normativa), mentre altri hanno interpretato le restrizioni in modo meno rigido (in alcuni Länder è ad esempio consentito andare a trovare parenti stretti non conviventi o il proprio compagno, in altri no). Per un elenco delle ordinanze sulle misure restrittive in vigore nei vari Länder, consultare la tabella in fondo a questa pagina.

Dopo una decisione in tal senso adottata il 6 aprile dal “Corona Kabinett”, tutti i Länder hanno adottato specifiche ordinanze con cui viene stabilito l’obbligo di quarantena (sotto la sorveglianza delle competenti autorità sanitarie) per 14 giorni per chiunque rientri dall’estero. Le ordinanze prevedono alcune eccezioni a tale obbligo, che tuttavia non sono perfettamente identiche in tutti i Länder: esse riguardano in generale i pendolari, gli impiegati in settori strategici come la sicurezza pubblica o il settore sanitario, i trasportatori di merci, chi fa ingresso in Germania per un limitato numero di giorni per improcrastinabili motivi di lavoro e le persone in transito, oltre ad altri casi che possono essere autorizzati di volta in volta dalle competenti autorità sanitarie. Per un elenco delle ordinanze sull’obbligo di quarantena in vigore nei vari Länder, consultare la tabella in fondo a questa pagina.

Nel corso di una riunione in teleconferenza svoltasi mercoledì 15 aprile, il Governo Federale ed i 16 Länder hanno iniziato a considerare la possibilità di attenuare le misure restrittive, applicando un approccio volutamente graduale alla gestione della “Fase 2”. Si è in particolare concordato sulle seguenti decisioni:

- proroga delle principali restrizioni precedentemente adottate e, in particolare, dell’obbligo di limitazione dei contatti e di distanziamento sociale fino al 3 maggio;

- riapertura, a partire dal 20 aprile, degli esercizi commerciali con una superficie fino a 800 mq, di librerie, negozi di biciclette e officine automobilistiche;

- possibile graduale riapertura delle scuole a partire dal 4 maggio (inizialmente per le classi di diplomandi delle scuole di istruzione generale e professionali; solo successivamente seguiranno gli altri ordini di scuole, secondo un calendario che sarà elaborato dalla Conferenza dei Ministeri dell’istruzione dei Länder entro il 29 aprile, tenendo conto della possibilità di garantire il rispetto di condizioni di sicurezza dal punto di vista sanitario);

- divieto di grandi eventi fino almeno al 31 agosto 2020;

- divieto di cerimonie ed eventi religiosi rimangono proibite;

- raccomandazione di utilizzare dispositivi di protezione individuale (mascherine) nel trasporto pubblico e nei negozi.

Alcuni Länder hanno quindi adottato una serie di decisioni specifiche (come ad esempio l’obbligo di mascherina sui mezzi pubblici o l’inizio delle lezioni in data antecedente al 4 maggio), per cui si consiglia ai connazionali di informarsi direttamente presso le competenti autorità tedesche.

PORTOGALLO

https://amblisbona.esteri.it/ambasciata_lisbona/it/ambasciata/news/dall_ambasciata/2020/02/avviso-aggiornamento-covid-19.html

È prorogato fino al 2 maggio lo Stato di emergenza, in vigore in Portogallo dal 18 marzo scorso.

È ora in vigore il Decreto N. 2-B/2020, del 2 aprile 2020.

Una raccolta delle misure adottate e delle domande frequenti è disponibile sul sito del governo: https://covid19estamoson.gov.pt/

Ai cittadini residenti in altri Paesi è consentito lasciare il Portogallo per far rientro nella propria residenza.

Sono invece proibiti tutti gli spostamenti di natura turistica. Per evitare affollamenti non necessari, negli aeroporti è autorizzato il transito unicamente ai passeggeri muniti di biglietto.

Si consiglia la consultazione della pagina della Direzione Generale di Salute portoghese dedicato al COVID-19 per aggiornamenti sulla situazione in Portogallo.

Tra i provvedimenti adottati si segnala in particolare quanto segue:

Ai pazienti affetti da Coronavirus o in stato di sorveglianza attiva è imposto l’isolamento, pena il reato di disobbedienza civile.

È consentito uscire di casa per acquistare servizi, per recarsi in ospedale, per il trasporto di persone che hanno problemi di mobilità, per recarsi in banca (le banche resteranno aperte), per brevi periodi di attività sportiva all’aperto di una sola persona o due al massimo, ma non per attività di gruppo.

Sono proibite le manifestazioni religiose.

Negli spostamenti autorizzati vi è l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza di due metri.

Gli esercizi commerciali al pubblico chiudono, ma i ristoranti possono restare aperti garantendo esclusivamente servizi di take-away e consegne a domicilio.

Restano aperte inoltre le seguenti attività commerciali: supermercati, mercati destinati alla vendita di generi alimentari, fruttivendoli, macellerie, pescherie, panetterie; servizi medici e sanitari, farmacie e parafarmacie, oculisti, negozi di prodotti medici e ortopedici, negozi di cosmetici, di prodotti per l’igiene, di prodotti naturali e dietetici; servizi pubblici essenziali e rispettiva riparazione e manutenzione (acqua, elettricità, gas naturale, gas canalizzato, comunicazioni elettroniche, servizi postali, mezzi di trasporto, servizi di fognature e gestione dei rifiuti urbani e della nettezza urbana); cartolerie e tabaccherie, giornalai; negozi di fiori e piante; cliniche veterinarie; lavanderie; negozi di ferramenta e bricolage; distributori di combustibile; riparazione di auto e motocicli, trattori e macchine agricole; vendita e riparazione di elettrodomestici e materiale informatico; banche e assicurazioni; agenzie funebri; stabilimenti turistici, campeggi esclusi, che potranno fornire servizi di restaurazione e bar esclusivamente ai propri ospiti; attività di disinfezione e disinfestazione; servizi di consegna a domicilio; servizi di manutenzione e riparazione a domicilio; servizi che garantiscono alloggio agli studenti.

Le attività che restano aperte dovranno garantire la necessaria distanza sociale, ricevendo i clienti sulla porta, nonché il rispetto delle norme igieniche di riferimento e la protezione individuale dei lavoratori.

Mario Zaccherini

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