ATTIVA SULL’AUTODROMO DI IMOLA-PERCHE’ LASCIARE 300000 EURO A FORMULA IMOLA?

Un premio per aver organizzato eventi di particolare interesse, anche internazionali. Questa la motivazione in base alla quale la giunta comunale ha azzerato il canone di concessione dell’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” al gestore “Formula Imola” per l’anno 2011. Si tratta di 300.000 una cifra non da poco in epoca di ristrettezze economiche. Il movimento Attiva critica fortemente tale scelta: “L’organizzazione di eventi internazionali non dovrebbe essere un compito normale della gestione di un Autodromo come quello imolese che in passato ha ospitato il Gran Premio di Formula Uno e il Motomondiale?  La motivazione di una ricaduta positiva di carattere economico e sociale sulla città sembra un alibi per nascondere il dato di fatto di una gestione economica  deficitaria. La ricaduta degli eventi che si svolgono nell’Autodromo  sul tessuto commerciale, turistico e dei servizi del territorio dovrebbe essere considerato normale ed è proprio questa una delle ragioni che fanno di questo impianto sportivo una importante risorsa per la città. Tra l’altro la presenza del Conami nella gestione giustifica ancora meno l’azzeramento del Canone di concessione da parte del Comune”.
Attiva sottolinea inoltre che “il Canone di concessione può sempre essere modificato tra le parti, ma una volta fissato non dovrebbe subire delle variazioni, come succede d’altra parte con le altre concessioni del patrimonio comunale. Il Canone deve essere congruo con le condizioni di mercato e con le potenzialità del bene gestito ma non può essere un fattore di insicurezza per le entrate del Comune in un momento finanziario così difficile in cui si chiedono sacrifici ai cittadini e alle imprese”.
E’ chiaro che la polemica non può non tirare in ballo la gestione dell’autodromo che, secondo Attiva, “dovrebbe essere più oculata nella programmazione degli eventi e finanziariamente equilibrata e sostenibile, mentre il rischio imprenditoriale  dovrebbe essere a  totale carico del concessionario, senza alcuna surroga  assistenziale da parte del Comune. In questo senso andrebbe cambiata la convenzione cancellando ogni margine di ambiguità”.
Tuttavia il problema di gestione viene da lontano, infatti dopo la fase Sagis la scelta del gestore privato, che tra l’altro non era neanche imolese, “è stato un fallimento totale. Il Comune dovrebbe di conseguenza trarre un insegnamento  per il futuro, avvalendosi di agenzie specializzate per selezionare i suoi partner privati. In seguito  per salvare il salvabile e rilanciare l’autodromo si è passati ad una gestione che aveva una qualche continuità con la precedente fase, ma con un ruolo ancor più importante di Conami”.
Tuttavia, Attiva si chiede se “visti i risultati l’attuale concessionario sia adeguato, come competenze e solidità finanziaria, alla gestione di un impianto così complesso. Pensando al futuro c’è anche da chiedersi se non sia il caso di pensare a una nuova gestione, meno campanilistica e più internazionale, capace di ottenere risultati migliori sia sul versante sportivo che nell’ambito dell’intrattenimento”.
In chiusura anche una riflessione sul tema rumore: “Anche sulla questione delle attività rumorose e delle giornate in cui è ammessa la deroga al livello del rumore consentito di norma, il Comune non può tollerare la discrezionalità del gestore che, non dimentichiamolo mai, vede la partecipazione del Conami e cioè del Comune stesso. Anche in questo caso va ribadito il principio  che non è mai una cosa giusta che il controllore e il controllato siano, nella sostanza , lo stesso soggetto”.
Si ritorna, infine, sulla questione dei metodi che è uno dei cavali di battaglia del neonato movimento: “Il Comune ha di fronte anche altre sfide che dovranno trovare risposte convincenti nel Psc, sia per quanto riguarda la Zonizzazione Acustica , la capacità edificatrice  e il futuro allargamento del Parco delle Acque Minerali. Sono questioni che vanno programmate in modo unitario e integrato e che non riguardano solo il Comitato autodromo dei cittadini che vivono intorno all’impianto o le associazioni delle imprese commerciali e turistiche, ma tutti i cittadini e le associazioni di Imola. Anche sulla questione Autodromo è necessario un cambiamento di passo che radichi l’azione politica e istituzionale nella dimensione civile della partecipazione democratica, se veramente si vuole perseguire il bene comune”.

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  1. Mario Zaccherini says:

    Le vicende dell’Autodromo di Imola sono sempre state avvolte da un alone di mistero, probabilmente a copertura di scarse capacità manageriali.
    Non si è capito che un conto è amministrare la cosa pubblica un altro è fare l’imprenditore (investimenti, business plan, ritorno dell’investimento ecc ecc, chi di Voi ha mai sentito parlare, chi muove milioni di euro pubblici, di questi argomenti?)
    Naturalmente le due cose possono coincidere, ma, almeno ad Imola, fino ad ora, davanti a rilevanti interventi pubblici, non hanno avuti riscontri significativi al punto che il gestore è stato esentato dal pagamento del canone di concessione.
    La cosa curiosa che fa innervosire in contribuente è che tanta “galanteria” non la si ha nei confronti del cittadino comune che, povero lui, è costretto a pagare tasse a man bassa, o balzelli impropri come gli autovelox non esattamente tarati a dovere.
    Tiriamo la cinghia, dobbiamo manifestare per un’ambulanza e nello stesso momento “regaliamo” 300000 euro….e, ultima ciliegina, investiamo, sempre con i danari degli imolesi, 600000 euro per il Museo dell’Autodromo…..
    Chiudo sottolineando che se ci trovassimo davanti al primo errore……..invece è il secondo di seguito…….nel privato ci sarebbero già state conseguenze.

    Mario Zaccherini

  2. Guerrino Frontali says:

    Il Conamiiiii, il Conamiiiiiiii. A Casola Valsenio, a Lugo, a Massalombarda, Conselice, a Mordano i cittadini che ritorno hanno dai loro soldi spesi dal Conamiiii per il Circuito. Il cittadidino consapevole si sente cicuìto, preso per il naso per non tralignare sul triviale anatomico.
    Frat. Guer.

  3. fabio rizzoli says:

    Più che la gestione di un circuito, è la gestione nella quale un bene (comune) viene circuìto… Perdonatemi il gioco di parole

  4. Mario Zaccherini says:

    Il bene è sicuramente comune in quanto vi hanno partecipato, e vi partecipano, una pluralità di soggetti impressionanti.
    Lo Stato, attraverso la Protezione Civile (?), dopo il cosiddetto accordo bipartisan Marchignoli-Berlusconi investì oltre 10 milioni di euro (degli italiani) per rimettere in condizione l’autodromo di ospitare la F1.
    Sull’onda dell’entusiasmo venne individuato un nuovo gestore (Norman 95) tra applausi, sorrisi e compiacimenti vari.
    Come è finita con la Norman 95 lo sappiamo……….come pure sappiamo che l’intervento salvifico di ComAmi è costato qualche milione di euro (questa volta non agli italiani in generale, ma, indirettamente, agli abitanti dei comuni soci…).
    Tutti questi milioni per ritrovarsi con un nuovo gestore a cui è stato abbonato il canone e forse le sorprese non sono finite qui.
    Forse i numeri del bilancio 2011 potrebbero aggiungere elemento al circuito, anzi al corto circuito.
    Mario

  5. Luca Bartolucci says:

    Signori… l’autodromo è un altra questione per la quale la “nostra” sinistra di governo mi ha profondamente deluso. Dal “dopo Senna” è stato un pozzo senza fondo, per quanti se ne son buttati li ha inghiottiti… a fronte di che? Prospettive di ritorno economico? – fallimento – Cultura? – lasciamo perdere – Ambiente? – addirittura si è paventata l’idea che l’autodromo abbia salvato il parco e le colline (sic) – Immagine? – Ecco, forse qui ci siamo. L’immagine, naturalmente quella personale, di chi si è seduto a quei tavoli, a ergersi salvatore della patria. Se qualcuno mi sa dare una spiegazione diversa…. per quanto abbia cercato, fino ad oggi, nessuno me l’ha ancora data. Un profondo grazie, Luca Bartolucci

  6. m5s imola says:

    La ragione dell’abbuono di 300.000 euro è perchè così il buco del circuito per il 2011 sarà solo di 500/600 mila euro invece di 800/900 mila. Tanto che ci frega, paga Conami, non son mica soldi nostri.

  7. Mario Zaccherini says:

    A Bartolucci non sono certo in grado di rispondere perché la realtà è la migliore risposta.
    Insisto nel sostenere che essere amministratori non significa essere imprenditori, in particolare quando si “gettano” risorse così ingenti.
    Spero che, i solitamente ben informati amici di m5s, questa volta si sbaglino di grosso perché non posso nemmeno lontanamente immaginare che il 2011 si chiuda in deficit.
    Ps
    Mario Monti, con il plauso del Pd, oggi ha annunciato che il governo non sosterrà il progetto Roma 2020 perché le finanze pubbliche non possono correre rischi su progetti con costi non chiari.
    Non si è preoccupato dell’immagine o di quello che potrà essere, ma solo usato il pallottoliere.
    Spero che questo antico strumento matematico possa essere nuovamente utilizzato anche nella nostra ridente città.

  8. Luca Bartolucci says:

    La posizione dell’Amministrazione sulla questione autodromo gira nella fotocopiatrice da 15 anni: “E’ UNA RISORSA PER LA CITTA’” – bene, allora si rendano pubblici i numeri, quanto è costato e quanto ne ha ricavato “la città”, non c’è bisogno del fondo monetario internazionale per una siffatta analisi! – “VANNO COINVOLTI GLI OPERATORI ECONOMICI” – stupisco, c’è ancora qualcuno che ci crede?-
    La verità è che non si ha il coraggio di ammettere che una struttura di questo tipo ha senso solo se è dentro al giro finanziario “che conta”, ossia la Formula Uno. Diversamente non sta in piedi e in più, ad Imola, c’è il pesante problema della convivenza con la città. Esagero? Riduzione al minimo dei costi di gestione, riconversione verso attività ludico-sportive-sociali e affitto degli spazi. Il CRAME va bene, si faccia mensilmente. I concerti vanno bene, si attrezzi un’area permanente. Immaginate quante cose si possono fare? Ma forse sull’immaginazione c’è un piccolo problema…. Profondamente, Luca

  9. eddi dolcetti says:

    Le stime del m5s mi sembrano ottimistiche ma non voglio entrare nella polemica di 1 o 2 milioni di passivo perchè ritengo che il prezzo che i cittadini imolesi pagheranno sarà molto più alto e di altra natura. Sintetizzando, l’unica idea che la nostra amministrazione ha per rilanciare l’autodromo è quella di affittarlo ai privati perchè è un’attività molto redditizia. Ma 37 giornate in deroga al rumore non bastano si cercherà in tutti i modi di legalizzarne almeno 60. E sarebbe un privilegio per la città di Imola perchè sarebbe l’unico circuito all’interno di una città dove sarà possibile fare così tanto rumore! Due le motivazioni: 1)può darsi che fra qualche anno il vento cambi, non ci sia più Ecclestone e la F1 torni a Imola. 2)Se non si fa una gestione di questo tipo si costruiscono case.
    Motivazione 1: quanto costerà a noi imolesi stare fermi alla stazione a guardare i treni dell’innovazione,del progresso,dello sviluppo sostenibile passare e andare verso altri lidi,mentre noi aspettiamo un treno sopresso ?
    La seconda motivazione mi fa un pò sorridere perchè ormai lo spauracchio”altimenti si costuiscono case” a Imola e’ usato per giustificare ogni scelta.La fantasia è davvero poca! Fra il gestire il circuito in questo modo e il costruire case,scorrono fiumi di opportunità ,ma se la nostra amministrazione non riesce a vederle noi cittadini dobbiamo credere che non esistono?
    Basta leggere i giornali per chiedersi: perchè a Imola no?
    “Passione moto” fiera nata a Padova nel 2011…..25000 visitatori in 2 giorni
    PalaK ,struttura mobile a impatto 0, sfida l’Europa mettendo in pista Kart senza scarichi
    Gare di moto e auto elettriche in giro per tutti i circuiti del mondo,noi a Imola abbiamo 2 aziende che fanno ricerca e producono mezzi elettrici.
    Berlino chiude l’aereoporto in città e,con finanziamenti Europei,lo riconverte in un centro studi e collaudo per mezzi elettrici.Ma la Germania è un’altra storia, è talmente lungimirante che per alleggerire il traffico stradale sta progettando un’ autostrada per sole biciclette nella valle della Ruhr lunga circa 60km,a 2 corsie per ogni senso di marcia.Noi per giustificare l’aumento di inquinamento acustico e atmosferico prodotto dall’autodromo sosteniamo che la via Emilia inquina di più…….. ci siamo ridotti a prendere come punto di riferimento il peggio.

  10. eddi dolcetti says:

    Soltanto ora mi accorgo di aver scritto Amministrazione con la lettera minuscola,naturalmente non era mia intenzione mancare di rispetto.E’ stata una semplice distrazione

  11. Luca Bartolucci says:

    Quoto Eddi Dolcetti e rinforzo. Per quale motivo non prendere in considerazione un progetto di riconversione dell’impiento verso pluriattività di prospettiva? In questo modo oltretutto si allargherebbe effettivamente il target dell’indotto. Si ridurrebbero drasticamente i costi di manutenzione (penso alle recinizioni, agli inerti, alle protezioni, ai cordoli, alla qualità dell’asfalto, insomma tutti quei requisiti necessari per le competizioni). Sarebbe già un grande risultato (rispetto all’attuale situazione) raggiungere il pareggio finanziario e azzerare l’impatto sulla città. Profondamente, Luca Bartolucci

  12. Barbara says:

    Ma il famoso patto di stabilità per l’autodromo non esiste? O forse per aggirarlo abbiamo messo tutto in mano a ConAmi?
    E chi paga ConAmi?
    Sarebbe meglio che ad Imola iniziassero a fare una classifica delle cose che DEVONO avere priorità per gli abitanti di Imola, invece che pensare al “prestigio” di qualcuno!

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