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	<title>Pensieri Democratici &#187; Uil</title>
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		<title>CARO PD TI SCRIVO By ANGELO GENTILINI</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 17:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti civili e libertà personali]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2011/08/Caro-PD-T3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1637" title="Caro PD T" src="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2011/08/Caro-PD-T3-300x122.jpg" alt="" width="300" height="122" /></a></p>
<p><em>Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Angelo Gentilini sulle problematiche legate allo sciopero indetto dalla Cgil per il 6 settembre. Credo sia una sintesi perfetta che fotografa al meglio i rapporti di forza creatisi nel nostro paese e le profonde indecisioni e titubanze del Partito Democratico eternamente indeciso tra riformismo e, concedetemi il termine, inciucismo.</em></p>
<p><em>Mi permetto di aggiungere al valido testo di Angelo un pensiero: un partito riformista deve avere una visione alta della politica e della proposta conseguente, su queste basi può pensare di conquistare la fiducia dei cittadini. La ricerca del consenso deve partire da idee nuove e non dalla ricerca della comunione con poteri ormai logori che hanno prodotto danni enormi al paese in alleanza con Berlusconi. I dirigenti della Cisl e della Uil hanno collaborato con Berlusconi nella distruzione, come è pensabile cercare il loro consenso? Come è pensabile confonderli con la Cgil? (M.Z.)</em></p>
<p><strong>Sono molto dispiaciuto che non si colgano pienamente le motivazioni che ha portato tutta la CGIL unita, nell&#8217;avvicinarsi la discussione parlamentare sulla manovra d&#8217; agosto, a proclamare uno sciopero generale per il 6 settembre.</strong></p>
<p><strong>In quanto allo spirito e al valore dell&#8217;unità sindacale non siamo stati certo noi della CGIL a fare dietro front sull&#8217;intesa unitaria sulla riforma del fisco a sostegno del mondo del lavoro e del welfare dal momento che cadde l&#8217;ultimo Governo Prodi e si insediò il Governo Berlusconi. Ed ancora non è stata la CGIL a sostenere gli accordi separati per dividere e depotenziare i lavoratori italiani sfruttando la crisi, al contrario di quello che hanno fatto gli altri Paesi europei. Dopo questo escursus storico, sono a ricordare che l&#8217;accordo del 28 giugno tra CGIL, CISL,UIL e Confindustria, già conteneva delle forti criticità sul terreno della democrazia partecipativa o diretta dei lavoratori. Ciò nonostante non è stata la CGIL a delegittimarlo ma lo ha fatto questo Governo per mano e voce del Ministro del Lavoro Sacconi inserendo nella manovra d&#8217;agosto “ per Decreto “ delle deroghe al Contratto nazionale e alle Leggi vigenti, sostenendo anche la libertà di licenziamento e attaccando l&#8217;art 18.</strong></p>
<p><strong>Inoltre è fazioso e strumentale l&#8217;indirizzo per offuscare, attraverso le festività del 25 aprile, 1° maggio e 2 giugno, la storia Democratica del nostro Paese. Si dice che serve ad aumentare la produttività, mentre si sa che le quote di mercato si conquistano con la qualità dei prodotti e la storia Fiat in questo caso è proprio l&#8217; esempio doc. in negativo. Si pensa e si continua a far pagare ai lavoratori italiani le disfunzioni del sistema Paese, lavoratori che hanno degli stipendi molto inferiori alla media europea .</strong></p>
<p><strong>Gli argomenti non mancano e sono tal volta drammatici e per questo la CGIL ha invitato pubblicamente CISL e UIL a un fronte unito e ad una lotta comune, ma ha ricevuto risposte negative, tra l&#8217;altro in linea con le dichiarazioni di autorevoli rappresentanti di questo Governo. Ricordo a chi è preoccupato per la quota di solidarietà del 5% chiesta per i redditi sopra i 90.000 euro che a fine anni 70 ai lavoratori veniva redistribuito nelle buste paghe il 74% del PIL, mentre nel 2011 ai lavoratori resta solo il 45% del PIL. Agli evasori, grandi e piccoli, corruttori, riciclatori, appaltatori in nero e caporali, faccio presente che quasi il 90% del gettito fiscale italiano è sostenuto dai lavoratori dipendenti e pensionati e che se si vuol trovare un fondo pensione in rosso si arriva a quello dei Manager e Dirigenti perchè i fondi dei lavoratori sono tutti in regola con i conti e i bilanci.</strong></p>
<p><strong>Caro PD non è sufficiente definirsi di sinistra per conquistare le simpatie dei lavoratori e pensionati. So benissimo che il cambiamento si costruisce con l&#8217;unità e la coesione ma deve essere legata a dei valori in etica e morale socio economica, che sono ampiamente sostenuti dalla nostra Costituzione, scritta nel 1948 ma mai applicata interamente a favore delle parti più deboli e numerose della società. Si devono abbandonare le alchimie e le strategie politiche trasversali, per attuare, giorno dopo giorno, delle azioni dirette, chiare e precise che ridiano dignità e rispetto alla politica. Dare un colpo al manico e uno al cesto non paga, anche perchè è nel cesto che ci stanno i tanti, i lavoratori, i giovani e i pensionati, mentre nel manico ci stanno i pochi già ampiamente pagati, tutelati e privilegiati. Se si vuole riformare veramente il nostro Bel Paese in modo strutturale e duraturo occorre convincere, tutelare e rappresentare i tanti che stanno nel cesto e non essere subalterni ai pochi che stanno nel manico e che la sanno raccontare ,detenendo potentissimi strumenti informativi. Proprio per questo e tanto altro non se ne può più e il 6 settembre saremo in tante PIAZZE italiane a lottare a difesa del nostro futuro e per un futuro sostenibile dei nostri figli e nipoti&#8230;Che guarda caso stanno tutti nel cesto che nel corso degli anni e della storia è diventato un CESTINO.</strong></p>
<p><strong>Angelo Gentilini, agosto 2011.</strong></p>
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