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	<title>Pensieri Democratici &#187; Formazione, scuola e università</title>
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		<title>15.000 PERSONE ASSALTANO, IN SILENZIO, L&#8217;AUTODROMO DI IMOLA By MARIO ZACCHERINI</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Oct 2017 04:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Formazione, scuola e università]]></category>
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		<description><![CDATA[Finalmente l’Autodromo di Imola ha rappresentato, per qualche giorno, la stella polare del futuro ecosostenibile sulla mobilità. Dopo anni passati a sollecitare la proprietà pubblica, ad un uso razionale, e socialmente utile, degli spazi e rumori finalmente, almeno per qualche giorno, gli spazi vuoti ed i rumori poderosi che invadono la città,  sono stati sostituiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2017/10/Autodromo-Modena.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4818" title="Autodromo Modena" src="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2017/10/Autodromo-Modena-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Finalmente l’Autodromo di Imola ha rappresentato, per qualche giorno, la stella polare del futuro ecosostenibile sulla mobilità.</p>
<p>Dopo anni passati a sollecitare la proprietà pubblica, ad un uso razionale, e socialmente utile, degli spazi e rumori finalmente, almeno per qualche giorno, <strong>gli spazi vuoti ed i rumori poderosi che invadono la città,  sono stati sostituiti da famiglie che affollano l’Autodromo per godersi il “miracolo” della movimentazione silenziosa.</strong></p>
<p>Nel “maestoso” impianto, un tempo famoso in tutto il mondo, 15.000 (quindicimila) persone hanno preso d’assalto la splendida fiera allestita in onore delle mobilità alternative e non inquinanti.</p>
<p>Merito all’organizzatore bolognese, ma l’applauso è meritatissimo anche nei confronti di<strong> Formula Imola</strong> che ha fattivamente lavorato a favore dell’evento e all’<strong>Assessora Guglielmi</strong> per avere ospitato i bambini parlando di sicurezza.</p>
<p>Senza retorica possiamo considerare l’evento come, dopo tanti anni di polemiche, il primo esempio di utilizzo “sociale motoristico” dell’impianto.</p>
<p>Tra le tante cose meravigliose che ho visto (impressionante il giro di pista su un mezzo ibrido! Da non credere il silenzio che ti avvolge mentre è attivo solo il motore elettrico! Sorprendente vedere le auto innanzi a te che non producono gas di scarico!), sono rimasto colpito dal cosmo tecnologico che ruota attorno all’elettrico.</p>
<p>Per ragioni di spazio mi limito a segnalare l’impegno di due Università (<strong>Unimore</strong> e <strong>Unibo</strong>) nella costruzione di un mezzo elettrico che, nel 2018, parteciperà ad una sorta di Campionato del Mondo presso <strong>Eragon</strong> la notissima pista spagnola di nuova concezione, già premiata come miglior sede di un Gran Premio al primo anno (2010).</p>
<p><a href="http://www.moto.it/MotoGP/motogp-aragon-il-miglior-circuito-2010.html">http://www.moto.it/MotoGP/motogp-aragon-il-miglior-circuito-2010.html</a></p>
<p>Torniamo al futuro (non al Futurismo): constatare che le Università stanno cercando, in collaborazione con i territori di competenza, di creare una sorta di start up dell’elettrico ci deve riempire di orgoglio, <strong>ma, come imolesi, porre anche delle domande perché il mondo sta correndo e non possiamo permetterci di stare fermi guardando cosa fanno gli altri.</strong></p>
<p><strong>Se un autodromo (nel nostro caso l’Autodromo di Modena) sponsorizza l’iniziativa dell’Università di Modena e Reggio Emilia, non vedo perché Imola debba essere fuori da questi percorsi.</strong></p>
<p><strong>A mio parere un Autodromo pubblico deve rendersi utile e disponibile per queste iniziative.</strong></p>
<p><strong>Credo che dovremmo essere in prima linea nel proporre almeno una quindicina di giornate gratuite per le prove, offrire spazi stabili per l’officina e, facendo un salto di qualità, chiedere che una facoltà dedicata si trasferisca negli spazi dell’Autodromo.</strong></p>
<p><strong>Insomma traferire una parte di futuro nella nostra città.</strong></p>
<p>Ps</p>
<p>Relativamente alle multe per il mancato rispetto delle norme che ogni anno Formula Imola deve pagare molto probabilmente sarebbe meglio che ogni multa si trasformasse in due giornate gratuite da donare a coloro che lavorano e testano nel campo elettrico e similari.</p>
<p>Mario Zaccherini</p>
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		<title>Un autodromo milionario</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Sep 2013 08:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Con.Ami]]></category>
		<category><![CDATA[Imola 2013]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2013/09/milionediiscritti.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3550" title="milionediiscritti" src="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2013/09/milionediiscritti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Andiamo indietro di qualche anno: Il sindaco Marchignoli nel 2008,fiducioso nel positivo rilancio della pista, dopo aver speso la bellezza di 10.000.000 di €( finanziamento della Protezione Civile), altri 3.000.000(governo Prodi) e 1.000.000 nella festa di inaugurazione dell’autodromo, accertava una perdita di esercizio di Formula Imola  pari a 844.618€. Determinato nel continuare l’opera del suo predecessore, il nuovo sindaco Manca, dopo aver invitato Con. Ami a coprire il buco di Formula Imola ,già dichiarata fallita, con un esborso di circa 5.500.000 di € e aver provveduto a ricapitalizzare la società per altri 5.000.000 insisteva, e alla fine  del 2009 accertava una perdita di 2.042.968€. Finalmente nel 2010 la perdita si riduce a soli 93.959€ e immaginiamo che il sindaco Manca abbia tirato un sospiro di sollievo:l’utile è ancora ben lontano da venire, ma la fede nel rumore come molla e sostegno dell’economia cittadina è fuori discussione.</p>
<p>Nel frattempo un certo numero di imolesi si accorge che deve trascorrere molte ore della giornata in casa propria con le finestre ben chiuse, che il Parco delle Acque Minerali è praticamente fruibile solo d’inverno e che mentre la crisi economica morde davvero,i soldi pubblici vengono sperperati. E le annunciate folle sugli spalti? Qualcuno va a verificare e non trova né folla e tanto meno calca. Ma (dicono) c’è un indotto stimato di oltre 4.500.000 di € per il comparto turistico! Il Presidente del Settore in Imola parla invece di incassi per gli alberghi  di nemmeno 800.000€. Tuttavia si va avanti, le giornate in deroga crescono , i cittadini sono sempre più esasperati e alla fine del 2011 si deve registrare una perdita di 772.883€. Nel 2012, l’allora Presidente Con.Ami, Montroni, annuncia una profonda mutazione nell’asset societario di Formula Imola: via tutti i costi derivanti da ammortamenti ed ogni sorta di spesa che non sia strettamente legata allo svolgimento delle manifestazioni. Se ne farà carico Con.Ami e finalmente si raggiungerà il pareggio di bilancio. E il bilancio 2012? Il buco più profondo degli ultimi 5 anni: 2.272.162€. Lasciamo ai Cittadini Imolesi il compito di sommare tutte le cifre di cui sopra, mentre se volete leggervi le 43 pagine di relazione al bilancio, sappiate che sono un inno a tutto che va bene, che ci attende un futuro roseo e pieno di sorprese. Le attendiamo con vivo interesse. Intanto a tamponare la nuova emorragia milionaria si provvederà con altri esborsi di denaro pubblico. I cittadini si dispongano ad aprire il portafoglio.</p>
<p>Un Cittadino per un Autodromo Diverso</p>
<p>Mauro Magnani</p>
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		<title>Evento TU DOVE SEI? Giornata Mondiale Dell&#8217;alimentazione</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Oct 2012 16:48:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2012/10/Allegato-di-posta-elettronica.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3083" title="invito_A5_fronte" src="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2012/10/Allegato-di-posta-elettronica-300x211.jpg" alt="" width="400" height="311" /></a></p>
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		<title>IMOLA: BELLISSIMO ESEMPIO DI ACCESSO ALLO SPORT GRATUITO</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Sep 2012 17:55:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Certe storie, certi vissuti probabilmente più di altri sintetizzano quanto la crisi dell&#8217;Italia, prima ancora che economica, sia culturale. Non parliamo di economia o di scuola o di sanità, ma delle vicissitudini di una piccola società pallavolisica di Imola, la Diffusione Sport. Questa società, guidata dal Presidente Pasquale De Simone, ha una peculiarità che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2012/09/mafalda-triste.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3025" title="mafalda triste" src="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2012/09/mafalda-triste-283x300.jpg" alt="" width="283" height="300" /></a>Certe storie, certi vissuti probabilmente più di altri sintetizzano quanto la crisi dell&#8217;Italia, prima ancora che economica, sia culturale.</p>
<p>Non parliamo di economia o di scuola o di sanità, ma delle vicissitudini di una piccola società pallavolisica di Imola, la Diffusione Sport.</p>
<p>Questa società, guidata dal Presidente Pasquale De Simone, ha una peculiarità che la rende unica ovvero, a tutte le ragazze tesserate, non chiede rette o quote associative, ma offre loro la possibilità di praticare sport gratuitamente.</p>
<p>Da un punto di vista etico, all&#8217;interno di tale società, si è raggiunto l&#8217;obiettivo di rendere universale e gratuita la pratica della pallavolo femminile ad Imola. Imola dovrebbe essere orgogliosa di questo approccio, orgogliosa di vedere come tutte le bambine, se lo vogliono, possono effettuare attività sportive senza pesare sul bilancio familiare, invece&#8230;</p>
<p>Invece, per l&#8217;ennesima volta, il mondo reale si trova avanti, in questo caso molto avanti, rispetto alla visone che la politica, declinata come amministrazione, ha della realtà. Sembra incredibile, ma ancora oggi, nei regolamenti che disciplinano le assegnazioni delle palestre, il fatto di non richiedere danari alle famiglie non è ancora considerato come elemento distintivo da premiare.</p>
<p>Nella sostanza, come risulta evidente ascoltando le parole di De Simone, il Comune, negando alla società un congruo numero di palestre, pone una barriera all&#8217;accesso sportivo a tutte le famiglie con ridotte possibilità economiche.</p>
<p>L&#8217;invito, rivolto ai nostri amministratori, è di rivedere i regolamenti per favorire le società che offrono la possibilità di fare sport gratuitamente rispetto alle società che nello sport, legittimamente, vedono anche l&#8217;aspetto lucrativo.</p>
<p>Mario Zaccherini</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-dM_ucKPlBw?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/-dM_ucKPlBw?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Questione asili a Modena. I sindacati uniti contro la giunta By Claudio Cavazzuti</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jul 2012 17:53:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Daniele Manca]]></category>
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		<category><![CDATA[rifondazione comunista imola]]></category>
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		<description><![CDATA[La vicenda dei lavoratori esternalizzati dal Sindaco Manca di Imola, con i voti favorevoli di Pd-Idv e Rifondazione Comunista (con la ferma contrarietà di tutte le forze sindacali), non sono l&#8217;unica anomalia che sta incrinando il modello amministrativo dell&#8217;Emilia-Romagna. Probabilmente sono segnali fortissimi della lacerante spaccatura creatasi tra i potentati politici e la società civile, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2012/07/Doppio-Giochisti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2906" title="Doppio Giochisti" src="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2012/07/Doppio-Giochisti-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><em>La vicenda dei lavoratori esternalizzati dal Sindaco Manca di Imola, con i voti favorevoli di Pd-Idv e Rifondazione Comunista (con la ferma contrarietà di tutte le forze sindacali), non sono l&#8217;unica anomalia che sta incrinando il modello amministrativo dell&#8217;Emilia-Romagna.</em></p>
<p><em>Probabilmente sono segnali fortissimi della lacerante spaccatura creatasi tra i potentati politici e la società civile, segnali che, almeno per Imola, potrebbero trovare una clamorosa conferma nel caso di mancata rielezione dell&#8217;attuale Sindaco Daniele Manca.</em></p>
<p><em>Imola 2013 è vicina!</em></p>
<p><em>Dicevo non solo Imola; anche Modena sta vivendo un passaggio inquietante verso un nuovo &#8220;modello&#8221; amministrativo. Di seguito un articolo pubblicato su Ilrasoio.wordpress.com <a href="http://ilrasoio.wordpress.com/2012/07/08/questione-asili-a-modena-i-sindacati-uniti-contro-la-giunta/" target="_blank">ilrasoio.wordpress.com/2012/07/08/questione-asili-a-modena-i-sindacati-uniti-contro-la-giunta/</a></em></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><span style="text-decoration: underline;">Questione asili a Modena. I sindacati uniti contro la giunta</span></em></strong></p>
<p>Si apre una nuova fase di scontro tra i sindacati e la giunta sulla questione asili. Il Rasoio aveva seguito la vicenda si dai suoi esordi sulla scena cittadina:</p>
<p><a href="http://ilrasoio.wordpress.com/2012/02/28/privatizziamo-gli-asili-e-dopo-gli-asili/">“Privatizziamo gli asili? E dopo gli asili…”</a> (28 febbraio 2012)</p>
<p><a href="http://ilrasoio.wordpress.com/2012/03/07/resoconto-del-confronto-tra-genitori-insegnanti-e-amministrazione-comunale-sulla-situazione-asili-a-modena/">“Resoconto del confronto pubblico sull’emergenza asili a Modena”</a> (7 marzo 2012)</p>
<p>Per dovere di cronaca, oggi pubblichiamo il comunicato congiunto dei sindacati uscito qualche giorno fa.</p>
<p><strong>FP/CGIL           FP/CISL            UIL/FPL          CSA          DICCAP</strong></p>
<h3>MODENA</h3>
<p>comunicato stampa 26/6/2012</p>
<p><strong>FONDAZIONE <a href="mailto:CRESCI@AMO">CRESCI@MO</a>: I SINDACATI CONTRARI A DIVERSO CONTRATTO E ALLE MODALITÀ DI ASSUNZIONE DEI DIPENDENTI</strong></p>
<p>Dopo aver più volte negato che il passaggio di quattro scuole comunali dell’infanzia alla Fondazione Cresci@Mo serviva per risparmiare sul costo del lavoro e per avere mano libera sulle assunzioni, il Comune di Modena ha gettato la maschera!</p>
<p>Mesi fa, quando il Comune ipotizzava di appaltare le scuole, genitori e organizzazioni sindacali si opposero paventando lo scadimento della qualità per effetto della forte penalizzazione economica per gli assunti diretti della Fondazioni che il relativo trattamento contrattuale avrebbe comportato: quando la differenza di salario è ampia, è normale che il personale con più capacità cerchi di migrare verso diverse e più gratificanti realtà professionali, con buona pace della continuità didattica. Un dignitoso inquadramento economico è quindi la leva per garantire qualità e continuità. Le affermazioni del Comune di Modena facevano pensare che i lavoratori assunti dalla Fondazione avrebbero avuto il medesimo inquadramento dei dipendenti del Comune: parliamo di salari nell’ordine del 1100 euro netti al mese, tutt’altro che faraonici considerata la delicatezza del servizio che questo personale svolge.</p>
<p>Nell’incontro del 22 giugno scorso, l’Amministrazione ha comunicato alle organizzazioni sindacali il CCNL che intende applicare ai lavoratori della neonata Fondazione il CCNL scuole private Aninsei applicato da Confindustria, che oltre a creare disomogeneità con i colleghi comunali, prevede esattamente la metà delle ore (100 anziché 200) per formazione, programmazione attività didattica a rapporti con i genitori. Aggiungiamo che pur essendo il CCNL Autonomie Locali non particolarmente oneroso e fermo da anni, con il contratto Aninsei  a un’insegnante di scuola d’infanzia si garantisce appena la possibilità di arrivare a 900 euro al mese e saranno chiari gli scopi del Comune: risparmiare sulla pelle dei lavoratori, erogando salari non dignitosi.</p>
<p>Mesi di promesse sul mantenimento del modello educativo modenese, di impegni sull’omogeneità di insegnamento, di garanzie per il personale, si sono sciolte al primo sole dell’estate: personale  qualificato o con anni di esperienza, che garantisce per 8 ore al giorno educazione ed insegnamento ai piccoli modenesi, non merita nemmeno da lontano 1.000 euro al mese. Ed a poco vale la promessa di un sostanzioso contratto integrativo: per arrivare ai 1.200 euro scarsi di un’insegnante comunale servirebbe un aumento di oltre il 30%, cifra che il Comune evidentemente non intende certo mettere sul piatto.</p>
<p>Ma non è tutto: al momento di assumere, trattandosi formalmente di un soggetto privato, la Fondazione non costituirà alcuna graduatoria in base al merito individuale, bensì assumerà di volta in volta la persona ritenuta più consona. Immaginiamo che giovani ragazze a “rischio maternità” o 50enni a “rischio mal di schiena” non saranno ritenute particolarmente consone…  Non è nemmeno previsto nessun meccanismo di valorizzazione in termini di punteggio di chi ha lavorato negli ultimi anni presso le scuole comunali di Modena, altro elemento che, secondo le promesse, si sarebbe dovuto tenere in considerazione in modo da garantire in modo chiaro e trasparente l’auspicata continuità didattica .</p>
<p>Pur essendo un soggetto interamente partecipato dal pubblico e pur utilizzando solamente denaro pubblico, la Fondazione non darà alcuna garanzia (al contrario di quello che gli enti pubblici sono obbligati a garantire) di merito al personale che parteciperà alle selezioni, in quanto, appunto, non vi sarà alcuna graduatoria pubblica. Adesso risulta anche più chiaro perché il riferimento a Confindustria sia stato ritenuto più idoneo, e non tanto per ragioni di efficienza, ma per la discrezionalità, da esercitarsi, non con proprio denaro come fa l’imprenditore privato, ma con quello dei cittadini. Per i Sindacati i meccanismi di selezione devono essere trasparenti, prevedere delle graduatorie che valorizzano i singoli!</p>
<p>Tutto questo è inaccettabile. Ed offusca anche l’unica buona notizia, e cioè l’assunzione a tempo indeterminato del personale insegnante. Sarebbe una bella notizia, ma quanto vale un posto fisso? 250 euro netti in meno al mese? 6 giorni di ferie in meno? Minori tutele sulla malattia? Meno trasparenza sulle assunzioni?</p>
<p>Abbiamo chiesto al Comune di Modena, e lo ribadiamo con questo comunicato, di rivedere la propria scelta, tanto del contratto di applicazione quanto delle modalità di assunzione. Abbiamo dato la nostra disponibilità ad individuare insieme gli strumenti per garantire gli operatori cercando al contempo di non appesantire la spesa per le casse comunali.</p>
<p>Altrimenti sarà chiaro a tutti che non è iniziato un virtuoso esperimento di nuove e più moderne forme gestionali dei servizi all’infanzia (come è stato detto ai modenesi negli ultimi mesi) ma semplicemente una rozza privatizzazione della quarantennale storia delle scuole comunali sulle spalle di lavoratori e lavoratrici che già oggi faticano ad arrivare a fine mese. Con buona pace di chi a questo esperimento aveva creduto davvero.</p>
<h4>Segreterie provinciali Fp/Cgil,   Fp/Cisl,   Uil/Fpl,   Csa,    Diccap     Modena</h4>
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		<title>CENA DI BENEFICENZA  PER  I TERREMOTATI ALLA LOCANDA DI DOZZA</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2012 16:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MERCOLEDI’ 11 LUGLIO  20.30 Solidarietà, sapori e musica. I ragazzi della Lanterna di Diogene, Osteria d’Italia e Comunità del cibo di Terra Madre, in trasferta da Bomporto a Dozza per preparare una cena con i prodotti della loro azienda agricola e della loro acetaia, per raccogliere fondi a favore del centro di terapia integrata  per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2012/07/La-locanda-del-castello.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2886" title="La locanda del castello" src="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2012/07/La-locanda-del-castello-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>MERCOLEDI’ 11 LUGLIO  20.30</strong></p>
<p><strong>Solidarietà, sapori e musica. </strong><strong>I ragazzi della Lanterna di Diogene, Osteria d’Italia e Comunità del cibo di Terra Madre, in trasferta da Bomporto a Dozza per preparare una cena con i prodotti della loro azienda agricola e della loro acetaia, per raccogliere fondi a favore del centro di terapia integrata  per i bambini  “La Lucciola”, danneggiato dal terremoto di maggio. Oltre alla cena di sarà musica dal vivo in piazzetta con Fabrizio Tarroni e Martina Fregola.</strong></p>
<p><strong>PER INFO E PRENOTAZIONI : RISTORANTE LA LOCANDA DEL CASTELLO DOZZA, TEL. 0542/679072</strong></p>
<p><a href="mailto:info@locandacastellodozza.it"><strong>info@locandacastellodozza.it</strong></a><strong> </strong><a href="http://www.locandacastellodozza.it"><strong>www.locandacastellodozza.it</strong></a><strong> ci trovate anche su FACEBOOK</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.lalucciola.org/">http://www.lalucciola.org/</a></strong></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
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		<title>Ci incontreremo là, dove non c&#8217;è Tenebra by Giulia Paganelli</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jun 2012 04:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa volta Pensieridemocratici l&#8217;ha fatta veramente grossa. Nella settimana dove l&#8217;argomento di discussione sarà certamente la decisione del Pd di indire le Primarie ad ottobre 2012, apriamo con un articolo &#8220;trasgressivo&#8221; (leggendo capirete) a firma di Giulia Paganelli (firma nota sul sito degli amici di ilrasoio.wordpress.com) che tratta, quasi entrando nell&#8217;animo umano, il tema, da prospettive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2012/06/universo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2818" title="universo" src="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2012/06/universo1-300x161.jpg" alt="" width="300" height="161" /></a>Questa volta Pensieridemocratici l&#8217;ha fatta veramente grossa. Nella settimana dove l&#8217;argomento di discussione sarà certamente la decisione del Pd di indire le Primarie ad ottobre 2012, apriamo con un articolo &#8220;trasgressivo&#8221; (leggendo capirete) a firma di <strong>Giulia Paganelli</strong> (firma nota sul sito degli amici di <a href="http://ilrasoio.wordpress.com" target="_blank">ilrasoio.wordpress.com</a>) che tratta, quasi entrando nell&#8217;animo umano, il tema, da prospettive particolari, della realtà virtuale, del corpo, dello spazio e del tempo.</p>
<p>Chi è <strong>Giulia Paganelli</strong>?  Lasciamo alla giovane studiosa, nata il 29.03.1983, con Laurea Magistrale in Scienze Storiche e Laurea Magistrale in Antropologia del Mondo Contemporaneo, il compito di descriversi: <em>molto più antropologa che storica, mi occupo di indagare le dinamiche di potere che assoggettano i corpi, soprattutto sul confine labile del margine sociale e del cambiamento culturale (gender studies, migrationl studies, antropologia medica).</em></p>
<p><em>Un pò di musica da sottofondo e partiamo con la lettura.</em></p>
<p><strong>Ci incontreremo là, dove non c&#8217;è Tenebra by Giulia Paganelli</strong></p>
<p><em>Data Stellare 2054, spazio ultima frontiera. Il Pianeta Terra ha da tempo accettato una dittatura virtuale, sociale, collettiva in cui l’identità personale è stata traslata in identità virtuale e la componente fisica terrestre è stata lentamente e in modo degenerativo messa da parte.</em></p>
<p>Proviamo ad immaginare lo sviluppo e l’evoluzione di un qualsiasi Social Network (prendiamo Facebook come riferimento) fino al raggiungimento di una nuova frontiera di utilizzo: la ri-definizione dell’identità personale. L’identità personale genericamente viene data dal riconoscimento del nostro <strong>corpo</strong> all’interno di uno determinato <strong>spazio</strong> in un determinato <strong>tempo</strong>, in base alle relazione e alle dinamiche che si sviluppano tra il nostro “vivere” e quello di altri, in un continuo scambio di confronto.</p>
<p>Corpo, Spazio, Tempo. La triade dell’identità personale. Vero, tanto che Facebook tenta di inserire quante più informazioni possibili sulle singole individualità per poterne creare una sorta di “corpo virtuale” sempre più definito, sempre più nitido. Sei un donatore di organi? La tua impronta digitale? La tua impronta vocale? Tutto questo si muove nello scenario della privacy e della protezione di essa. I Social Networks devono garantire l’incolumità delle identità personali, ma come possono fare? Semplicemente con un paradosso, controllando e possedendo l’accesso totale alle nostre informazioni personali per non farvi accedere nessuno.</p>
<p>Ora noi potremmo provare ad ipotizzare un intervento governativo sui social network. I governi delle potenze economiche mondiali possono accedere e carpire le informazioni personali per “accellerare” l’arresto di un pedofilo o la ricerca di possibili donatori di organi. Il <strong>tempo</strong> come variabile si aggiunge e legittima l’utilizzo dell’identità personale , non importa se per buone o cattive intenzioni. Crea una falla nel sistema della privacy e della protezione, un precedente. E rende “possibile” l’acquisizione di qualsiasi nostro tratto personale a livello governativo. La conseguenza è semplice ma non immediata: la variabile dello <strong>spazio</strong>. Nonostante i continui attacchi politici più o meno espliciti per tenere a bada l’anarchia della rete (decreti bavaglio, rivisitazione del concetto di trasparenza informativa, capovolgimento del concetto di privacy e di intercettazione), i governi cominciano a riconoscere lentamente la dimensione spaziale del fenomeno virtuale: inizialmente utilizzando avverbi e aggettivi locativi per definire i social network (non ve ne siete forse già accorti?), proseguendo poi dando credito giudiziario e legislatico al fenomeno, trasformando la rete in un luogo dove è possibile commettere reati perchè divenuta magicamente reale. Allora via alle denunce di discriminazione, diffamazione, chiusura di siti, banner di utenti, blocco di account. Questo favorire l’azione legale dei governi contro blogger, webzine e tutta la parte indie della rete è facilmente spiegabile dall’assenza di un contorno, e ciò che non ha un contorno non si controlla. E questo contorno delle cose ci viene fornito dal luogo che esso occupa in un determinato momento e che noi vediamo essere occupato in un determinato momento.</p>
<p><strong>Spazio</strong>, <strong>tempo</strong>, <strong>corpo</strong>.</p>
<p>Si colpisce ciò che non può essere messo a fuoco, i blog per esempio, perchè non sono obbligati al censimento pubblico di chi ci scrive. Grandissimo potere allora acquisiscono quelle società come WordPress, BlogSpot, Splinder a cui noi utenti diamo permesso di accedere alle nostre informazioni personali che utilizziamo obbligatoriamente per l’iscrizione. Ecco allora che si comincia a ri-definire se stessi e la propria identità nel panorama virtuale: si rende necessario un’accellerazione  dei processi di riconoscimento. Non possiamo inserire ogni volta tutti i nostri dati, quelli vengono memorizzati sul server che in cambio ci fornisce uno Username e una Password per accedere istantaneamente al nostro spazio virtuale. Questa triade assomiglia in qualche modo al sistema filosofico-matematico hegeliano, alla spirale dove ogni punto finale della triade precedente è inizio di quella successiva, e cosi all’infinito.</p>
<p>Succede infatti che dando valore prima spaziale e poi temporale ai social network, questo richieda una sempre maggiore definizione dei propri confini: spaziale, dando valore giuridico e legale a ciò che viene scritto e condiviso con altri indipendentemente dalla veridicità dell’informazione e soprattutto dall’identità personale coinvolta, temporale perchè permette la condivsione di informazioni personali in modo istantaneo con il resto del mondo. Voilà, le jeux son faits. La messa a fuoco, la delimitazione, il riconoscimento del “margine” diventa sempre più preciso. Perchè ciò che importa davvero è proprio questo, il <strong>margine</strong>. Primo perchè ci rassicura, dandoci una fine/confine delle cose che non possiamo fisicamente vedere (vi ricorda qualcosa? Forse quel magistrale monologo finale fatto da Danny Boodman T.D. Lemon Novecento?) , secondo perchè il “noi” del mondo reale si amplia fino ad includere ciò che nella vita reale è “altro-superiore”, e il nuovo “noi-ampliato” è in contrasto con l’eterno “altro”, ciò che sta al margine, il deviato, l’anormale, ciò che è diverso e dunque in contrasto con noi, inferiore.  Cosi diventa rassicurante sapere che Mr. Barack Obama è passato alla modalità Timeline nella sua pagina Facebook e poco ci importa della mancanza di notizie sull’appena conclusosi G8 perchè questa è vita a noi distante nello spazio e nel tempo, mentre Facebook.. beh Facebook è istantaneo e lo spazio appartiene superficialmente a tutti in parti uguali. Esisterà probabilmente anche un momento in cui la morte assumerà un valore virtuale, in contrasto con quel reale che ci obbliga ad impilare i cadaveri per farceli stare tutti. Spazio, ancora. E tempo, quello eterno. Perchè online tutti noi avremo il nostro spazio privato per sempre. Non è forse il sogno dell’uomo? L’immortalità nella coscienza collettiva.</p>
<p>Qualcuno starà pensando “Speriamo che nessun politico-governocrate-miliardario-addicted to power si accorga dell’influenza potente che spazio e tempo hanno sull’uomo”. Bimbi, <strong>too late</strong>. Quanti anni pensate possano passare prima della creazione di un social network globale e virtuale che permetta al potere di chiudere le vite reali e i corpi umani dentro alveari controllati da maxi-server? Se pensate sia fantascienza, ricordatevi che non lo sarà mai più di quanto siano stati iper-fantascientifici tutti i progressi analizzati  dagli uomini della generazione precedente. E se ci pensate, non è nemmeno cosi difficile comprendere coloro che preferirebbero una vita virtuale al dramma reale. Un progressivo inscatolamento per questioni, appunto, di spazio in esaurimento degenerante e tempo&#8230; beh quello non è mai sufficiente a priori.</p>
<p>Cosa accadrebbe al margine sociale? Verrebbe gradualmente dimenticato, eliminato, perduto in modo molto più semplice del previsto: non ci sono prove senza un corpo. La grande mancanza del corpo umano, unico autentico detentore delle verità sociali e culturali: ciò che è sul corpo, prova chi sei. Lo vediamo nei lunghi processi per l’ottenimento degli asili politici e dei permessi umanitari, dove le motivazioni persecutorie vengono certificate solo se lasciano segni di violenza sul corpo; l’abbiamo visto nei processi di stregoneria dove è il corpo, in particolare i demoniacissimi nei, a dimostrare l’attività sessuale con Lucifero e dunque la prostituzione della strega.  Lo vediamo nell’uso delle impronte digitali, l’abbiamo visto nei segni sui lobi frontali che la lobotomia ha lasciato su coloro che venivano rinchiusi in manicomio. Ancora spazio, quello in cui confinare il margine; di nuovo Tempo, ma questa volta interrotto cosi da non poter fornire al margine un’identità personale riconoscibile e dunque socialmente accettabile.  Allora cosa accade quando la cultura non trova corpi su cui apporre marchi e simboli significanti? La cultura si orienta al nuovo corpo sociale, globale, virtuale instaurando un’assoggettamento nuovo, in larga scala legato alle variabili spazio-tempo, rendendole necessarie e sufficienti al nuovo ordine sociale. Una sorta di dittatura sociologica e inconscia che permette in un solo colpo di ri-definire l’identità personale eliminando la componente fisica ed estromettendo il margine perchè privato di spazio e tempo.</p>
<p>Attenzione, il Potere non è mai un mezzo. Il Potere è sempre il fine per il Potere. Allora chi riesce a maneggiare lo spazio e il tempo, creando degli spettri strutturanti ma strutturati a loro volta, riesce ad avere potere e controllo non solo su noi tutti, ma anche sul nostro spazio reale e sul nostro tempo autentico riducendone il valore, giocando con il passato, il presente e il futuro, modificando la Storia, perchè senza il cadavere non c’è prova dell’omicidio. Inoltre, l’eliminazione del corpo permette l’esaurimento di ciò che è palesemente diverso dalla maggioranza, creando un tripudio della Democrazia Moderna. Alcuni staranno pensando che tutto ciò è evitabile tramite la memoria.  Ora però vi faccio una domanda: avete idea di quanto sia semplice modificare un ricordo? Quanto è mortale per l’autenticità della memoria un’idea volontariamente innestata? Basti pensare alla sopravvivenza del Capitalismo contro ogni ragionevole previsione: convertire lussi in necessità grazie alla persuasione sociale-collettiva.</p>
<p>La soluzione esiste?  Per quanto difficile, l’unica soluzione è la presa di coscienza e la negazione del proprio corpo. Rendendolo indipendente dalle trame del Potere, spingendo la nostra stessa Vista alla determinazione dell’identità personale non solo attraverso la triade che abbiamo dimostrato essere corruttibile e modificabile, ma osservandola sempre in relazione al sistema a cui fa riferimento da un punto di vista esterno, cosi da poterne captare il movimento, il cambiamento.  Contemporaneamente, solo spostando la coperta della superficie capiremo che nessuno vince mai: è vero che attraverso la rete possiamo smascherare più velocemente i pedofili, per esempio. Nessuno però ammette che grazie alla rete i pedofili stessi fanno più vittime e che molti, spinti da quella morale virtuale che viene continuamente modificata a seconda dei gusti dei governocrati, trovano il coraggio di commettere atti che diversamente reprimerebbero. È vero, ad esempio, che le informazioni  in rete girano senza controllo, in un vortice caotico e che spesso coprono anche le domande che devono essere ancora fatte. Allo stesso tempo, però, è questa anarchia informativa che permette l’aggregazione attraverso la conoscenza dei fatti reali, fino al raggiungimento di rivoluzioni giudicate impossibili fino a tre secondi prima. E contemporaneamente il terreno per la falsa notizia, la diffamazione, l’inesattezza strumentale delle informazioni diventa fertile e produttivo grazie al fertilizzante dai giochi di potere sulla ri-definizione continua e completamente illogica dell’identità personale virtuale in relazione con l’identità collettiva e dal desiderio del controllo delle masse. Condizione necessaria e sufficiente per la sopravvivenza del corpo umano e del corpo collettivo è il non assogettamento dello spazio virtuale alle dinamiche di potere che ormai veicolano gli spazi reali, cosi da poter sempre lasciare una falla, un buco, un’imperfezione nella maglia stretta della rete e questo lo si fa solo eliminando del tutto quella connessione costante col “tutto e subito” che ha governato la vita delle democrazie occidentali dal 1609.</p>
<p>Giulia Paganelli</p>
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		<title>COMUNICATO M5S SULLA NUOVA SOCIETA&#8217; COMUNALE</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2012 07:07:45 +0000</pubDate>
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		<title>Comitato del Circondario Imolese per la difesa del territorio e del paesaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 15:53:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Faenza risponde al censimento degli immobili sfitti, vuoti o non utilizzati promosso dal Forum Italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio. La scheda censuaria è stata compilata e restituita dai manfredi giovedì 17 maggio, primo comune in Italia sopra i 50.000 abitanti ad aver esaudito la richiesta di dati che il Comitato nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2012/05/Paesaggio1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2761" title="Paesaggio" src="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2012/05/Paesaggio1.jpg" alt="" width="268" height="188" /></a></p>
<div>
<p>Faenza risponde al censimento degli immobili sfitti, vuoti o non utilizzati promosso dal Forum Italiano dei movimenti per la terra e il paesaggio. La scheda censuaria è stata compilata e restituita dai manfredi giovedì 17 maggio, primo comune in Italia sopra i 50.000 abitanti ad aver esaudito la richiesta di dati che il Comitato nazionale di salviamo il paesaggio ha recapitato a tutti gli 8.101 comuni del “bel paese”.</p>
<p>“Il Forum Nazionale “Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori” è un aggregato di associazioni e cittadini di tutta Italia – spiegano i promotori del censimento sul loro sito internet -, che, mantenendo le peculiarità di ciascun soggetto, intende perseguire un unico obiettivo: salvare il paesaggio e il territorio italiano dalla deregulation e dal cemento selvaggio. Con i dati ufficiali forniti dal censimento sapremo con esattezza a quanto ammonta (in termini numerici e di superficie) questo patrimonio edilizio costruito, ma non utilizzato: un passo importante verso l&#8217;obiettivo della stesura di Piani Urbanistici a “crescita zero” ”.</p>
<p>“Complimenti all&#8217;amministrazione guidata dal Sindaco Malpezzi e a tutti i simpatizzanti del nostro movimento che in riva al Lamone hanno fatto sentire la loro voce – afferma Alessandro Marchetti, coordinatore del Comitato del Circondario Imolese per la difesa del territorio e del paesaggio -. Ora l&#8217;auspicio è che quanto prima l&#8217;esempio venga seguito anche dai comuni del Circondario Imolese”.</p>
</div>
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		<title>DON ANDREA GALLO A COLORI</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 19:04:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Forse Imola ha vissuto, dal 1945 in poi, la settimana, politicamente parlando, più infuocata della sua storia. Primo maggio di fischi al sindaco Pd Daniele Manca seguiti dalla contestazione silenziosa del 5 maggio e, per non perdere il ritmo, dai durissimi giudizi causati dalle assenze sua e dell&#8217;Assessora Mungo durante il dibattito con i lavoratori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2012/05/Poggio-Pollino1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2755" title="Poggio Pollino" src="http://www.pensieridemocratici.it/http://www.pensieridemocratici.it/wp-content/uploads/2012/05/Poggio-Pollino1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Forse Imola ha vissuto, dal 1945 in poi, la settimana, politicamente parlando, più infuocata della sua storia.</p>
<p>Primo maggio di fischi al sindaco Pd Daniele Manca seguiti dalla contestazione silenziosa del 5 maggio e, per non perdere il ritmo, dai durissimi giudizi causati dalle assenze sua e dell&#8217;Assessora Mungo durante il dibattito con i lavoratori comunali organizzato da Sel.</p>
<p>Finalmente arriviamo a lunedì 7 maggio per vedere il maestoso regalo fatto dal Sel Imola alla città: Don Andrea Gallo da Genova.</p>
<p>Con Don Gallo le emozioni non mancano mai, come non mancano apprezzamenti e/o critiche.</p>
<p>Per dare a tutti la possibilità di giudicare senza doversi fidare di racconti altrui, PensieriDemocratici.It ha suddiviso in tre parti la gioia di vivere trasmessa dal Padre a a tutti noi.</p>
<p>E Manca? Non l&#8217;abbiamo visto e dire che cose da farsi perdonare &#8220;pare&#8221; ne abbia parecchie, come gli hanno cantato il sabato seguente in piazza i cittadini.</p>
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