L’ITALIA RIPARTE DALLA FIOM: ARTICOLO+VIDEO

In un paese sempre più in cerca di punti di riferimento certi e stabili nel tempo, sui quali stringersi in questi anni di battaglie per non perdere diritti e dignità, la Fiom continua a ricoprire una forma di supplenza in attesa che la politica ritorni a ricoprire i ruoli di sua competenza.

Politica che, spesso, lascia spazi vuoti, perchè, in maniera sempre più evidente, la forbice con il paese si allarga, fino al punto che, come abbiamo visto in occasione del referendum Fiat, sempre più spesso il cittadino non comprende se i partiti dell’alternativa appoggino la politica di Marchionne o la difesa dei diritti dei lavoratori che percepiscono 1200 (milleduecento) euro al mese.

Di certo risulta imbarazzante ascoltare o leggere politici affermare “se fossi un operaio Fiat voterei si” e non proferire verbo sulla assoluta crisi di prodotto che continua a far perdere quote di mercato alla gloriosa casa torinese, oppure domandarsi per quale magia le case tedesche, pur con costi del lavoro mediamente superiori del 30% a quella italiana, nel 2010 hanno ottenuto utili e vendite record.

O ancora perchè al grande timoniere Marchionne sono state chiuse le porte della Germania.

E’ molto triste che questi politici pensino che la ricetta giusta sia quella prospettata dalla Cisl e dalla Uil: togliere agli ultimi per salvare il paese!

Proprio su questi vuoti e balbettii della politica, la Fiom, oltre ad avere assunto una presenza e valenza politica, è diventata il punto di riferimento dei lavoratori e dei giovani movimentisti. Una vera e propria risposta a quella parte della società che, momentaneamente abbandonata da ampi strati della politica, vuole continuare a battersi per i propri diritti e per la propria dignità.

Sembra quasi che, mentre la politica continua ad essere divisa sul tema del lavoro, gli italiani l’abbiano bypassata trovando una collocazione ideale nella Fiom.

Non a caso la manifestazione del 16 ottobre è stata la più partecipata del 2010, non a caso, laddove si rinnovano le Rsu, la Fiom sta “stracciando” i rappresentanti di Marchionne-Confindustria-Governo (mi concederete un passaggio politicamente non corretto).

E quando si parla di Fiom e di Cgil si parla di Maurizio Landini, amatissimo segretario nazionale ospite il 01 Aprile 2011 ad Imola.

Proprio con il Maurizio nazionale la Fiom – Cgil imolese, guidata da Stefano Pedini ed Elisabetta Marchetti, hanno regalato una straordinaria serata alla cittadinanza imolese.

A Stefano Pedini, segretario Fiom, l’onore di presentare due ospiti d’eccezione: Maurizio Landini, segretario nazionale Fiom e Giuliano Poletti Presidente Nazionale Legacoop.

Davanti a circa trecento persone si è discusso del nuovo “modello economico” che sta riportando indietro di decenni i diritti dei lavoratori italiani e di riflesso anche l’economia del nostro paese.

Forse, mentre i nostri Eroi continuano a giocare al Monopoli della politica e a cercare di occupare quante più poltrone possibili, il futuro è già nato senza di loro.

Mentre sto finendo di scrivere mi informano che Zapatero, dopo aver vinto per due volte consecutive le elezioni politiche spagnole, ha deciso di non ricandidarsi sostenendo che otto anni di governo sono anche troppi, ed indicando che il futuro candidato premier, per il Partito Socialista, dovrà essere individuato utilizzando lo strumento delle primarie.

Si, forse il futuro è cominciato.

Mario Zaccherini








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  1. Hai fatto un ottimo lavoro, purtroppo in Italia ci sono delle responsabilità di Destra e di Sinistra che hanno portato la Politica ad essere vista con diffidenza. La Fiom e la Cgil sta resistendo al più duro e strisciante attacco al mondo del lavoro,alla scuola e ricerca,al welfare, ai diritti ecc..ecc. Da sempre i forti cambiamenti si sono realizzati quando i GIOVANI si sono riversati nelle PIAZZE, vedi il 68/69, al fianco dei LAVORATORI che rivendicavano più UGUAGLIANZA ecc…Ora è singolare che con la disoccupazione giovanile al 30% e quella femminile al 50% ed inoltre con l’80% dei nuovi occupati con contratti PRECARI, questo già da anni, dicevo è singolare che tanta parte dei GIOVANI siano assenti dalla LOTTA.L’UNIONE FA LA FORZA E SOLO CON DEI FORTI NUMERI SI POSSONO CAMBIARE LE COSE. Un forte abbraccio a tutti i DEMOCRATICI, Angelo.

  2. Mario Zaccherini x pensieri says:

    Come sempre le tue analisi non sono mai banali.
    Purtroppo è passato il principio che il conflitto sia dannoso a tutta la società, questo cambiamento ha anche una data precisa: 9-10 giugno 1985 Referendum sulla Scala Mobile.
    La sconfitta creò una sorta di “paura della sconfitta” dentro al vecchio Pci che si trascina ancora oggi nel Pd.
    La politica della sinistra, da quel giorno, non è più stata la politica dell’alternativa e/o di una visione del mondo alternativo a quella capitalistica, ma una politica del male minore, una politica del “ti chiedo poco e quello che mi dai va benissimo”.
    Non abbiamo più avuto il coraggio di mostrare una sorta di diversità antropologica, anzi, abbiamo cominciato a fare a gara nel far vedere che la sinistra è moderna perchè può andare a braccetto con Confindustria, con Mastella e, sempre più hard, con Casini, con Fini e che in fondo anche la Lega non è male!
    E gli operai, gli studenti, i disoccupati e pensionati dove li mettiamo? chi li deve rappresentare?
    La Fiom, brutta sporca e cattiva, li rappresenta tutti perchè non ha mai dimenticato le sue origini, non ha mai dimenticato che pochi anni fa avevamo le pezze nei pantaloni.
    Non ha dimenticato che la nostra generazione è figlia di operai, braccianti, contadini non di armatori o capitani d’industria.
    Le barche a vela difficilmente trovano coniugazione con gli operai.
    Tornando ai nostri giovani, non dobbiamo dimenticare che i ventenni di oggi sono cresciuti in un sistema culturale berlusconiano, anche per colpa nostra.
    A noi il compito di aiutarli a prendere coscienza e a capire che non devono chiedere uno spazio in questa società, ma lo DEVONO PRENDERE E PRETENDERE.
    Mario

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